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Quando maltrattiamo i cani e non li facciamo viaggiare

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Sala Alessandro

 Già oggi attraversare l’ Italia in treno con un cane al seguito non è particolarmente agevole. Dall’ 11 dicembre, a meno che il quattrozampe non sia un chihuahua o un maltesino, sarà praticamente impossibile. Entra infatti in vigore il nuovo orario invernale di Trenitalia da cui spariranno molti degli attuali convogli di classe intercity e Ic notte. Che sono poi gli unici, assieme agli espressi e ai treni regionali, su cui sono ammessi i «pet», perlomeno quelli non così piccoli da poter viaggiare in una gabbietta di 70x50x30 centimetri. Loro sono ammessi ovunque e neppure pagano il biglietto. Ma già un cocker, per dire, cane tutt’ altro che ingombrante, avrebbe difficoltà a stare ore nello spazio angusto di questo genere di trasportino. Ai proprietari di animali non resterà dunque che ripiegare sull’ auto. Oppure – come evidenzia una ricerca dell’ Enpa, immedesimandosi nell’ utente che deve prenotare, con il nuovo orario, un viaggio di lunga percorrenza per sé e il proprio amico scodinzolante – rassegnarsi a combinazioni improbabili. Un esempio? Per un Torino-Palermo saranno disponibili due opzioni: la prima con un solo cambio e una durata di 32 ore e 22 minuti; la seconda con due cambi e una durata di 27 ore e 55 minuti. Chi viaggia senza animali potrà invece optare anche per soluzioni che prevedono una o più tratte con convogli eurostar / alta velocità (Frecciarossa, Frecciabianca, Frecciargento) arrivando a compiere lo stesso tragitto in 16 ore e 35 minuti, praticamente la metà del tempo. «Non è una situazione da Paese civile – tuona Carla Rocchi, presidente dell’ Enpa – . L’ ad delle Fs, Mauro Moretti, si era impegnato con noi e con il precedente governo a garantire la possibilità di viaggiare con animali domestici. Non mantiene la parola. Quello che accadrà tra qualche giorno sarà la violazione di un diritto fondamentale, la libertà di circolare. Il regolamento va modificato. Se le cose non cambieranno, siamo pronti a portare la questione fino alla Corte europea dei diritti dell’ uomo». Trenitalia, spiega che non è stata una scelta commerciale. «Semplicemente – fanno notare dall’ ufficio stampa – gli intercity e i treni notte sono coperti dai contributi statali. Ma ci sono stati dei tagli e non è più possibile garantire lo stesso numero di convogli. Che questo porti a minori possibilità di viaggiare con il cane è possibile, ma non dipende da noi». L’ alta velocità, invece, è coperta dal mercato. E quanto al regolamento, non ci sono variazioni in vista: «Dobbiamo tenere conto della volontà della clientela – dicono a Trenitalia -: la maggior parte di chi viaggia sulle Frecce non vuole animali in carrozza».