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Piccole storie (non solo) cinesi Cena al ristorante a ore?

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D.Repubblica.it

 

di  Giampaolo VisettiFoDto D.Repudi Susetta Bozzi

 

I cinesi non pretendono di poter esprimere le proprie opinioni. Iniziano però a volere una vita che possa donare alcuni piaceri. Uno di questi è mangiare fuori con gli amici. Andare al ristorante è il segnale che la grande rincorsa verso il successo è cominciata. Invitare qualcuno in casa per cena resta un privilegio. Gli alloggi sono piccoli, le cucine essenziali, le stoviglie ridotte ai componenti della famiglia. I single posseggono un piatto, una pentola e un paio di bastoncini. Il primo passo per "ricevere" è dunque andare fuori. I cinesi, con l’eccezione della minoranza ricca, sono parsimoniosi, hanno pochi soldi e sono costretti a risparmiare quasi tutto per la vecchiaia. L’ultima moda sono così i ristoranti in cui cucinano i clienti. In Cina ne stanno aprendo migliaia e il successo, specie tra i giovani, è travolgente. Il proprietario mette a disposizione il locale, il cui prezzo dipende da qualità e stile degli arredi. Chi ha deciso di uscire per cena, comunica solo il numero di coperti di cui ha bisogno e l’arco di tempo in cui occuperà il tavolo e la cucina. Per il resto, ci si porta tutto: alimenti, bevande e, per risparmiare, anche il detersivo per lavare i piatti. Milioni di migranti interni e studenti risolvono il problema di consumare pasti scadenti da soli e seduti per strada e trovano che i "ristoranti a ore" siano molto divertenti. Uno, a turno, cucina per colleghi e parenti e restare al mondo appare meno faticoso. Potendo spendere qualcosa in più, l’offerta abbraccia varianti che avvicinano i cinesi alle agiatezze degli occidentali. I nuovi ristoranti senza cuochi offrono lusso e negozi interni ricchi di specialità regionali e fornitissime cantine internazionali. Tra la classe media sono considerati molto chic. Si può riservare una sala privata, in alcuni casi con televisione, stereo, cinema e karaoke. Chi offre il pasto gira i banchi del locale e acquista gli ingredienti, che gli vengono depositati nella cucina che ha scelto. Ne esistono di enormi e dotate dell’attrezzatura più avanzata. Mentre gli invitati si rilassano in sala da pranzo, le persone che "ospitano fuori" preparano le portate. I cinesi amano giocare per tutta la vita e l’arte della cucina è il loro gioco supremo. Donne e uomini, finalmente padroni di locali, fornelli e ingredienti adeguati, si esibiscono in pasti strabilianti. Nelle metropoli tornano i piatti antichi, le ricette contadine, i segreti della cucina imperiale, o le specialità regionali e dei villaggi. Tra gruppi di amici si lanciano sfide gastronomiche e iniziano ad essere pubblicate online le generalità delle persone qualsiasi capaci di apparecchiare le cena migliore. A Pechino e a Shanghai da alcune settimane si aggiorna una lista dei ristoranti in affitto dove cucinano gli appassionati più bravi che, per pochi yuan, consentono agli estranei di assistere alla preparazione delle portate. I locali più sofisticati offrono infinite opportunità: è possibile portarsi il cuoco preferito, scegliere quello stellato ingaggiato dal proprietario, affittare una nonna famosa nel quartiere per un determinata ricetta, o farsi servire da cameriere-top model. Ognuno si costruisce, per poche ore, un ristorante su misura capace di rappresentare la sua idea di casa e di accoglienza. L’offerta base, senza menù, senza cuoco e senza camerieri, resta la più richiesta e parte dall’equivalente di tre euro e mezzo a persona per due ore di tavolo e focolare. Gao Lizhu, 28 anni, finita la facoltà di economia, in pochi mesi con un gruppo di amici ha aperto venticinque "ristoranti a ore" in tutto il Paese. Da studente aveva capito che cucinare e mangiare insieme è un piacere che unisce le persone e permette di risparmiare. Presenta in particolare un altro vantaggio: si sa che cosa si mangia e in Cina non è un dettaglio scontato. I locali dove fanno la spesa e cucinano i clienti hanno trasformato l’incubo alimentare cinese nel proprio punto di forza. Lo slogan è "compra, cuoci e mangi ciò che vuoi" e appare anche sui biglietti online che è possibile inviare ai propri invitati. Oggi in Asia la creatività non ha limiti. Un’agenzia ha appena lanciato il ristorante fai-da-te "prematrimoniale". I fidanzati provano pranzi e cene e capiscono abilità e gusti del partner. Non sarà romantico, ma i reduci dal test assicurano che si evitano pessime sorprese.