Dazn, doppio scandalo per il calcio in tv: prezzi raddoppiati per i consumatori e servizio casareccio

Fino allo scorso anno per seguire le partite di calcio di serie A, lo spettatore pagava 21,90. Adesso con il doppio abbonamento la tariffa è schizzata a 42,89 euro. Con immagini sfuocate e continue interruzioni del segnale

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PROBLEMI DAZN

È venuto il momento di fare due conti sulla stangata che le famiglie italiane hanno avuto sul fronte delle partite di calcio. Nel nome del solito mercato e della solita concorrenza, due parole che in Italia servono a declinare qualsiasi nefandezza e qualsiasi spreco.

Lo scorso anno la situazione era molto semplice. Il servizio delle partite in diretta (serie A e serie B) veniva offerto da Sky e dalla piattaforma Premium di Mediaset. Chi poi voleva accontentarsi delle immagini condite con un mare di chiacchere da Bar dello sport, non pagava nulla e aspettava i filmati della Domenica sportiva.

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Con l’arrivo della nuova stagione, è sceso in campo un terzo soggetto, DAZN, la tv on demand del gruppo Perform. Non bisogna mettere mano agli impianti e alla parabola che i consumatori già posseggono, ma solo al portafoglio: così se lo scorso anno per vedere le partite di serie A si pagavano 21,90 euro al mese, adesso il conto sale a 42,89 euro. Più 95,84 per cento, come denunciato da un’inchiesta di Sos tariffe, di fatto il doppio.

Il fatto che tutto poi passi per Sky fa sorgere il sospetto di un accordo di cartello, oggetto anche di un’indagine dell’Antitrust che sente puzza di pratiche scorrette su questo mercato ai danni dei consumatori. Speriamo solo che una sentenza dell’Antitrust non arrivi a campionato finito, e con i conti già saldati. In ritardo, come spesso agisce l’Autorità di garanzia dei risparmiatori.

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PROBLEMI TECNICI DAZN

Il tifoso di calcio, e chiunque voglia seguire le partite del campionato, si trova in trappola. Nel momento in cui il mercato è stato “aperto” a un terzo soggetto, in questo caso DAZN, il consumatore non può evitare di pagare una seconda bolletta che si somma alla precedente. Sky, infatti, si è vista assegnare 7 partite su 10, mentre le altre 3 sono andate a DAZN: chi tifa per una squadra, e vuole essere sicuro di poterla seguire, non può che inchinarsi e pagare il doppio abbonamento. E questo sarebbe il vantaggio del mercato “aperto”?

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Al boom dei costi dovrebbe abbinarsi un miglioramento del servizio. In Italia accade esattamente il contrario, e così al danno si aggiunge la beffa. La piattaforma DAZN trasmette in streaming, con una qualità molto bassa delle immagini: poco importa se per loro deficienze tecniche o per problemi che riguardano in generale l’infrastruttura del web in Italia. In ogni caso, DAZN non avrebbe fatto gli investimenti necessari per garantire la necessaria qualità delle immagini, lanciandosi in un vero salto nel buio. Il risultato è un bel mix di immagini sfuocate, partite interrotte continuamente e poi trascinate fuori tempo: tu guardi ancora la partita in tv, ma in realtà in campo è già finita. Colpa appunto delle continue interruzioni della Rete. Perfino la qualità delle telecronache, a partire dal timbro dell’audio, è scadente, come se questo servizio fosse stato costruito di fretta e furia per accaparrarsi una bella fetta della torta dei diritti televisivi. Sempre sotto le mentite spoglie di un’operazione di mercato, e con l’unica certezza di un grave danno, non solo economico, subito dai consumatori e da chiunque abbia la passione per il calcio.

QUANDO LA TECNOLOGIA CI PUGNALA ALLE SPALLE:

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