Offerte di lavoro, i green jobs - Non Sprecare
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Offerte di lavoro, trovare impiego nel settore dei green jobs: non sprechiamo l’opportunità

Continua il nostro viaggio nel variegato mondo delle opportunità di lavoro: non mancano, ma vi aiutiamo in queste puntate a capire dove realmente ci sono e come si colgono.

Proseguiamo insieme questo cammino all’interno della giungla delle offerte di lavoro: con questa mia serie di editoriali (QUI LA PRIMA PUNTATA su siderurgia e settore manifatturiero) vorrei parlarvi non solo di posti che abbiamo perso in Italia in questi ultimi, terribili mesi (quasi 500mila dal novembre 2012 al novembre 2013) ma delle possibilità che ci sono,  per non sprecarle e per spiegare, soprattutto ai giovani, come si colgono.

OFFERTE DI LAVORO: I GREEN JOBS. Un altro filone molto promettente, in termini di occupazione e di nuovi lavori, è quello dell’intera filiera della green economy. Forse esagera il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, quando parla della possibilità di 3,7 milioni di nuovi green jobs che si possono creare in Italia, sommandoli ai 3 milioni già attivi. Certamente però il futuro, e la possibilità di non restare inghiottiti da una ripresa economica senza effetti positivi a catena sull’occupazione e quindi sul reddito disponibile e quindi sui consumi, passa anche per questo nuovo universo di opportunità di lavoro. Ci sono già in Italia 328mila aziende, per esempio, che richiedono personale collegato all’efficienza energetica: spesso hanno bisogno di queste figure per ridurre i costi stratosferici dell’energia in fabbrica e per modernizzare impianti e rifornimenti. Anche l’edilizia, piombata in una crisi occupazionale molto pesante parallela al crollo del mercato, può avere una scossa positiva dagli interventi a tappeto per migliorare l’efficienza energetica del patrimonio edilizio privato e pubblico.

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CHI è L’ENERGY MANAGER. Al momento sono già ricercatissime sul mercato tutte le figure professionali, dall’operaio specializzato all’”energy manager” (il professionista in grado di programmare la gestione dell’energia), con i requisiti giusti per lavorare in questo settore. E, sempre restando alle potenzialità della green economy, c’è da segnalare che dopo il rischio bolla del fotovoltaico e dell’eolico, questi settori hanno ripreso a camminare ed a offrire posti di lavoro. Con una differenza, però, rispetto alla stagione degli incentivi a pioggia per fare impianti fotovoltaici con pannelli fabbricati in Germania ( a prezzi molto alti) e in Cina ( a prezzi stracciati): si è capito che le energie alternative, e quindi anche il fotovoltaico e l’eolico, non daranno molto all’Italia in termini di occupazione e di nuovo lavoro, se non si riuscirà a realizzare l’intera filiera.

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GREEN JOBS IN ITALIA. E quindi ancora fabbriche, piccole e medie, anche e innanzitutto al Sud della disoccupazione cronica e spaventosa, che si stanno moltiplicando, con relativi richieste di manodopera, per sviluppare il made in Italy dei pannelli e delle pale eoliche. L’industria della green economy, con i potenziali milioni di posti di lavoro all’orizzonte, impatta poi in modo diretto con la politica industriale del Paese e con la necessità di modernizzare il sistema Italia, al centro e in periferia. Ci sarebbe lavoro, e tanto, se riuscissimo a fare il ciclo virtuoso della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, perché in tutto il mondo occidentale ( e non solo) questo settore crea posti per i lavoratori e benessere per le comunità dei cittadini. Ci sarà lavoro, e tanto, quando ci decideremo a mettere in sicurezza le 24mila scuole a rischio sismico che fotografano un Paese fermo, troppo fermo, da anni, sul piano della prevenzione e della cura del territorio. E quando si è così bloccati non solo aumentano i rischi per la sicurezza, ma si sprecano le opportunità per creare posti di lavoro sani, a differenza delle finte guardie forestali, retribuiti dignitosamente, e non con le mance ai professionisti del sussidio pagate dai contribuenti onesti, e utili per tutti gli italiani.

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