Netturbini che salvano i libri | Non sprecare
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I netturbini che salvano i libri dalla spazzatura. E aprono biblioteche per rifornire scuole e carceri

Un fenomeno che va dalla Turchia alla Sicilia. Con una puntata anche in Colombia. Il libro di carta non è morto, anche grazie a iniziative di questo genere. Sperando che qualcuno le voglia imitare

Chi salva i libri? Gli spazzini. Siamo abituati, e talvolta non proprio per le migliori motivazioni, a lamentarci del lavoro durissimo di queste persone. Ci capita anche di maledirle, quando le ritroviamo nella nostra strada a caricare spazzatura, magari a orari non proprio adatti per questo tipo di servizio.

NETTURBINI CHE SALVANO I LIBRI

Eppure sono proprio loro, i netturbini, che stanno dando in diverse parti del mondo, anche in Italia, una bella lezione a tutti su uno degli sprechi più assurdi che consumiamo ogni giorno. Lo spreco dei libri. Dalla Turchia alla Sicilia, passando per la Colombia, solo per citare i tre casi più eclatanti, sono stati gli spazzini a salvare i libri dal macero, dai secchi dell’immondizia, da una rimozione che fa scandalo. Per restituirli a una seconda vita. Dove? In una biblioteca di zona, aperta a tutta.

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BIBLIOTECA DEI NETTURBINI

Siamo nella capitale turca, Ankara, e in particolare nel quartiere Cankaya, dove l’esperimento è partito con successo per poi espandersi nelle altre zone della città. I netturbini raccolgono i libri dei quali i residenti vogliono liberarsi e invece di portarli allo smaltimento, li trasferiscono in una nuova biblioteca, messa a disposizione dall’amministrazione comunale e gestita dagli stessi spazzini. In città la chiamano la biblioteca dei netturbini, dove sono raccolti quasi 10mila volumi. Narrativa, saggi, gialli, testi per bambini. Fumetti e libri di viaggi. In inglese, francese, turco. Divisi in ben 17 categorie.

Il cerchio si è chiuso creando, in questo spazio dominato dai libri che tornano a nuova vita, anche una sala lettura e una zona per giocare a biliardo. Inoltre, tutti possono chiedere in prestito i libri raccolti dai netturbini di Ankara e hanno due settimane per restituirli. Non solo. Gli spazzini turchi hanno fatto una convenzione con le scuole e con le carceri per distribuire i testi raccolti anche in questi luoghi dove certo la lettura di testi cartacei non è sempre molto curata e diffusa. Anche in Colombia è stato un netturbino, come raccontiamo in questa storia, a salvare circa 20mila volumi dal macero.

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NETTURBINI CHE SALVANO I LIBRI IN SICILIA

Dalla Turchia alla Colombia, fino alla Sicilia. Qui siamo a Pistunina, in provincia di Messina, dove gli eroi del libro sono ancora una volta due spazzini. Si chiamano Carmelo Spadaro e Francesco Carpenzone. Stesso meccanismo di Ankara: basta sprechi dei libri, basta testi che finiscono nella spazzatura. E riciclo e riuso dei libri per sistemarli in una piccola biblioteca comunale.

SALVARE I LIBRI DAL MACERO

Ecco, gesti così semplici, ma di enorme potenza, dimostrano due cose importanti. La prima: il libro cartaceo non è morto, e non morirà mai. Anzi, può vivere più di una volta. Basta solo un minimo di buona volontà e la voglia di sentirsi utili, anche per gli altri. Seconda cosa: tutti possiamo dare un contributo importante per evitare lo scempio dei libri che diventano rifiuto (un libro non è mai spazzatura). E chissà che le storie che abbiamo raccontato non facciano venire voglia ad altre persone di darsi da fare per salvare i libri. La nostra memoria, il nostro presente, e il nostro futuro.

(Nell’immagine di copertina, i netturbini di Ankara in Turchia. Fonte: Cnn)

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