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Valeria Dall’Oca: sull’Appennino emiliano accoglie e cura gli animali maltrattati

Novanta animali tra cani, gatti, cavalli, asinelli, oche e galline. Tutti salvati da abbandono e molestie, o dai macelli. Dal 2014 se ne prende cura senza sosta. Ricevendo minacce e intimidazioni in continuazione

Un antico casolare dei nonni sull’Appennino emiliano da rimettere in sesto, trasformato in rifugio per animali maltrattati, che torna a vivere con una finalità nobile e piena di calore. Quello stesso calore che Valeria Dall’Oca, arredatrice d’interni con un’empatia e una sensibilità fuori dal comune, nel 2014, ha provato salvando e accogliendo una cavalla di 27 anni che era stata abbandonata in campagna dai precedenti proprietari.

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MOVIMENTO PER LA TUTELA DELL’AMBIENTE VALERIA DALL’OCA

Il rifugio, 600 metri sopra la frazione di Prunarolo, nel comune di Vergato, a pochi km da Bologna, è una vecchia cascina che serviva da locanda, in cui i nonni accoglievano tutti coloro che erano di passaggio e avevano bisogno di un appoggio. E questo sentimento di accoglienza e amore, Valeria lo porta con sé, prendendosi cura di cani, galline e oche, maiali, capre, asini e cavalli dalle 5 del mattino fino alle 9 della sera, instancabilmente. Così come tiene con sé un’attenzione e un amore verso tutti gli animali, senza esclusione, e per l’ambiente tutto. Sia perché nel suo cognome è quasi scritto un destino, sia perché ha raccolto il testimone di suo papà, trai fondatori, 25 anni fa, del Movimento per la Tutela dell’Ambiente, mettendolo a disposizione per la difesa degli animali.

Dopo la cavalla azzurra sono arrivati gli asini salvati dalla macellazione, Peggy, un maialino vietnamita che era tenuto sempre chiuso in un recinto perché era utilizzato per attirare i clienti di un ristorante della zona, e gli altri amici a quattro zampe maltrattati o abbandonati, a cui cerca anche una casa e altri proprietari capaci di dare loro tanto amore quanto sa darne lei, ogni giorno, senza domeniche o feste comandate. Anche perché, nelle ore libere, in cui ha già dato loro da mangiare o provveduto ai loro bisogni, Valeria per sostentarsi si siede al computer per progettare arredamenti di case o negozi. Il resto lo fa la generosità di chi dona, contribuendo al sostentamento di circa 90 animali del Rifugio Antispecista di Valeria. E sono tanti.

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RIFUGIO ANTISPECISTA VALERIA DALL’OCA

Come purtroppo sono stati tanti gli atti intimidatori accaduti al rifugio: un gatto seviziato e ucciso, l’acqua tagliata, un gallo avvelenato e un capretto trovato con la schiena spezzata. La zona, in effetti, è zona di caccia e bracconaggio, ma Valeria continua a subire minacce e intimidazioni. Qualcuno, di sicuro, non è contento di ciò che Valeria fa per l’ambiente e per il territorio dove abita. Vegana ma non integralista, con un approccio dialogante con chi la pensa diversamente, ha trovato la solidarietà di altri attivisti e volontari per la salvaguardia e la tutela degli animali, che le si sono stretti intorno a farle scudo e permetterle di continuare la sua vita serena e tranquilla. Il caso di Valeria, però, è arrivato anche a Roma, grazie all’interessamento di Paolo Bernini, deputato del M5S da sempre dedito ai temi animalisti e ambientalisti, che ha interessato il ministero della Giustizia e quello della Difesa.  In un’intervista al Corriere della Sera aveva dichiarato: «È una donna sola che ha subito degli attacchi da ignoti – dice – Ha anche denunciato casi di bracconaggio attorno alla sua abitazione». L’arredatrice e attivista, aveva affidato a Facebook i suoi pensieri a riguardo, scoraggiata e sconfortata dalla poca vicinanza da parte delle istituzioni. Eppure, giura, lei e i suoi bambini, come li chiama, da lì non hanno alcuna intenzione di andarsene.

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