Rifugio cani abbandonati - Non Sprecare
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Il rifugio di Sasha, dove 750 cani randagi trovano cure e accoglienza. E si salvano (video)

In Serbia il randagismo è un problema dai numeri impressionanti e dalle risposte inadeguate. Per questo Sasha Pešić ha lanciato, sottoscrizione online per mantenere il rifugio che ha creato nella città di Nis, ospitando cani abbandonati

Ultimo aggiornamento il 15.11.2019 alle 16:23

Nis è una delle città più popolose della Serbia, appena dopo Belgrado e Novi Sad, ma non così conosciuta, nonostante ospiti la fortezza romana meglio conservata d’Europa e un campo di concentramento, Crveni krst, dai numeri terribili tanto quanto Auschwitz. Nel 2008 l’indipendenza del Kosovo è appena alle spalle e migliaia di persone, anche nella Serbia meridionale, si riversano nelle strade per protesta. Mentre intorno esplodono tumulti, Sasha Pešić pensa a salvare esseri a cui, troppo spesso nessuno pensa: cani randagi destinati a una fine sicura.

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RIFUGIO CANI ABBANDONATI

Nasce così il rifugio di Sasha, Sasha’s Shelter, in cui oggi trovano casa 750 randagi salvati dai maltrattamenti e dalla crudeltà.

Sasha, ambientalista convinto sin da piccolo e amante degli animali, dieci anni fa incontra per strada 4 cuccioli abbandonati: è la scintilla che lo convince a dedicarsi a salvare tutte le vite che può. Apre dunque il rifugio e lo fa crescere sempre di più, in modo incessante, senza conoscere giorni di riposo o soste, non chiudendo mai la porta a nessun cane, che sia vecchio, cucciolo, malato o disabile, fino a raggiungere quasi 1000 ospiti. Sasha’s Shelter, oggi, è una realtà riconosciuta e solida, che opera con il contributo di sei volontari per assicurare a ogni cagnolino cure veterinarie, cibo, momenti di gioco, affetto e sicurezza.

I numeri del rifugio di Sasha, in dieci anni, sono stati importanti: quasi 1100 cagnolini salvati dalla strada, di cui 400 hanno già trovato una nuova casa. Sasha chiama ognuno di loro per nome, e li accarezza tutti i giorni, uno per uno. Ma, purtroppo, il centro non riesce a vivere soltanto con la forza dell’amore e della passione che tutti ci buttano dentro.

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SASHA’S SHELTER SERBIA

I costi, infatti, sono esorbitanti: per ogni randagio Sasha spende sedici euro al giorno, una cifra che aumenta in modo esponenziale se il cane ha problematiche di salute o di disabilità che richiedono interventi e cure particolari, per un totale di quasi diciannovemila euro al mese, che non arrivano da nessun fondo né finanziamento.
Salvare vite umane richiede impegno finanziario, sacrifici e grande energia, e Sasha deve dividerla tra le cure dei pelosi che ospita e le battaglie legali che deve intraprendere nei confronti dei proprietari dei terreni vicino a quello che ospita il rifugio, occupati per via della mancanza di spazio per garantire una vita dignitosa a tutti i cani che salva.

Il rifugio di Sasha non riceve alcun aiuto economico a livello istituzionale, andando avanti solo grazie alla generosità di altri amanti degli animali e di una grande raccolta fondi a livello mondiale, che Sasha ha messo in piedi grazie alle piattaforme di crowdfunding come Patreon, o gofundme: con due dollari al mese possiamo sostenere tutti e tutte l’operato di Sasha. Il costo di un caffè che può salvare una vita.

(Immagine in evidenza tratta dalla pagina Facebook di Sasha’s Shelter)

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