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Malagrotta, riparte la battaglia

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«Entro il 31 dicembre Malagrotta va chiusa». Rifiuti, si riparte, tra emergenze, nuovi investimenti e dubbi sul futuro della discarica più grande d’Europa. Mercoledì 7 settembre, il presidente dell’Ama Piergiorgio Benvenuti ha lanciato il suo messaggio: «Non abbiamo una competenza specifica su Malagrotta. Ma quella è una discarica a tempo ed entro il 31 dicembre va chiusa». Lo scontro tra Comune e Regione sembra riaccendersi.

SCINTILLE CON LA REGIONE – Già in passato ci sono state scintille, e i problemi «interni» per l’ex ad Franco Panzironi (oltre alle bordate dell’opposizione per le assunzioni di Parentopoli) sono iniziati proprio dalla vicenda di Allumiere, sito individuato da Campidoglio e ministero della Difesa ma stoppato dalla Polverini e dall’assessore (alemanniano) ai rifiuti Pietro Di Paolo.
Ora si ricomincia: «Stiamo attendendo – insiste Benvenuti – le scelte della Regione, visto che c’è stata una proroga fino al 31 dicembre. Noi riteniamo che la discarica sia satura ma la decisione spetta ad altri enti».
 

VERSO LA DIFFERENZIATA AL 27% – Sulla città, l’Ama è impegnata su due fronti: la sostituzione graduale di tutti i vecchi cassonetti (nella foto) e l’aumento della raccolta differenziata. Ieri mattina, Benvenuti, l’assessore comunale all’Ambiente Marco Visconti e la presidente del XVII Municipio Antonella De Giusti, hanno partecipato alla consegna dei nuovi contenitori, più leggeri, più resistenti e anti-attacchinaggio abusivo. Alcuni, seguendo il modello di Barcellona, avranno l’apertura laterale e più bassa, per i favorire i disabili. Ad oggi, sono stati posizionati 10.549 cassonetti sui 16.500 del primo lotto. E l’obiettivo è arrivare a 28.050 in tutto.
L’Ama annuncia: «A Prati e San Lorenzo in arrivo la raccolta duale, che farà aumentare la raccolta differenziata di un altro 3% rispetto al 24% attuale». Cristiana Avenali (Legambiente Lazio) attacca: «Ma quali cassonetti all’avanguardia: questi nuovi acquisti sono uno spreco di denaro pubblico. Solo Roma continua ad investire su decine di migliaia di costosi, brutti e invadenti cassonetti stradali: è un modello obsoleto. E altro che "raccolta duale": l’unica cosa che funziona è il porta a porta».