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L’oro verde di Milano

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Paolo Virtuani

 MILANO – A Milano le risaie ci sono da secoli. Non intorno a Milano, ma all’interno del territorio comunale. E non sono poca cosa: solo il Parco delle risaie, alla periferia sud-est di Milano, compreso tra il Naviglio Grande e il Naviglio Pavese, ha una superficie di 660 ettari dove cinque aziende agricole producono una quantità di riso sufficiente a preparare 60 mila piatti di risotto al giorno. Produzione davvero a chilometri zero, dato che nelle risaie, bordate da un lato dall’autostrada dei Fiori e da un altro dalla tangenziale, circondate in lontananza dai condomini, vivono 90 mila persone. Una superficie rimasta intatta nel tempo che fa molto gola ai palazzinari.

OCCASIONE – Le risaie di Milano sono una realtà che pochi milanesi conoscono e che assume un significato particolare proprio in occasione di Expo 2015, il cui tema conduttore è proprio l’alimentazione. L’occasione di parlare di risaie a Milano è la mostra fotografica alla galleria Previtali, punto culminante di un progetto che ha visto coinvolti la stessa onlus Parco delle risaie, il Comune meneghino, Connecting cultures e il contributo della Fondazione Cariplo.

 

LE RISAIE – Ma le risaie non sono solo una risorsa alimentare ed economica per le famiglie che mandano avanti le cascine. In realtà c’è in gioco molto di più: una cultura secolare delle risorgive che risale ai Cistercensi, il contatto con il mondo agricolo sotto casa offerto agli scolari in visita, il rapporto città-campagna e l’esempio di un’agricoltura sostenibile in azione, sentieri, percorsi e piste ciclabili a un passo dalla metropoli per rendersi conto che per “avere il verde negli occhi” a volte non è necessario percorrere centinaia di chilometri in auto, contribuendo a incrementare le emissioni di gas serra.