Come organizzare pulizie di casa: ci vuole più equità - Non sprecare
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Parità domestica, le donne in casa lavorano più del doppio degli uomini. Un’ingiustizia

Un libro americano dimostra che se il lavoro domestico viene condiviso, 50 e 50, la coppia è più felice. E dura più a lungo. Partiamo dalle piccole cose: la spesa e il letto si fanno a turno

Da dove vogliamo iniziare? Potremmo partire, per esempio, da un numero: 326 minuti al giorno. È la distanza, in termini di tempo, che separa gli uomini dalle donne italiane in materia di carichi di lavoro domestico. Anche quando entrambi lavorano. E anche quando la donna guadagna più degli uomini. Una tendenza insostenibile che l’Italia, in generale, condivide con il mondo occidentale. Negli Stati Uniti, dove ogni tanto spunta una voce del femminismo del nuovo secolo non sono messi molto meglio dell’Italia: secondo una ricerca del Dipartimento del lavoro, le donne si occupano della casa e dei figli il doppio degli uomini.

COME ORGANIZZARE PULIZIE DI CASA

Poi potremmo parlare della doppia e tripla famiglia della donna. Non basta la sua. Di solito ci sono anche i genitori, con la relativa casa, e i suoceri. Anche qui: tutto squilibrato, con l’automatica convinzione, frutto naturale di antichi retaggi,  che si tratta di carichi di lavoro da donna e per le donne.

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PARITÀ DOMESTICA

Come uscire da questa trappola? Come liberare, anche solo parzialmente, le donne, da un macigno che condiziona tutta la loro vita, fino a creare le condizioni di un enorme spreco di benessere e di serenità? Come uscire da questa trappola? Come liberare, anche solo parzialmente, le donne, da un macigno che condiziona tutta la loro vita, fino a creare le condizioni di un enorme spreco di benessere e di serenità? La lunga lotta per l’emancipazione femminile ha avuto per decenni come campo di “battaglia” privilegiato il mondo del lavoro con le donne che hanno rivendicato e poi ottenuto, anche se c’è ancora molto da fare, risultati considerevoli. Oggi il contendere, però, sembra essersi spostato all’interno delle case. La nuova frontiera della parità dei diritti tra uomini e donne, infatti, passa per la divisione dei lavori domestici. In America il libro Getting to 50-50, how working parents can have it all (Arrivare a 50-50, come i genitori che lavorano possono avere tutto), scritto da Sharon Mears e Joanna Strober, ha avuto un grande successo, e propone tutta una serie di consigli per la condivisione tra maschi e femmine del carico dei lavori domestici. Arrivando alla seguente conclusione: con il 50 & 50 la coppia è più felice e dura più a lungo.

DIVIDERE IL CARICO DEL LAVORO NELLA COPPIA

Ma in un paese dove sono tante le donne in carriera, anche ai vertici delle multinazionali, ha destato impressione il fatto che Sheryl Sandberg, 44 anni, amministratrice delegata di Facebook, scrivendo l’introduzione alla nuova Bibbia per la parità dei sessi abbia fatto partire una vera crociata su questa frontiera dei rapporti tra uomini e donne. “Dividere il carico dei lavori domestici non solo è giusto, ma è la cosa migliore che possa capitare a una famiglia“, scrive la Sandberg. “Permettere agli uomini di fare la loro parte in casa fa bene alla donna perché le dà più scelte, così come fa bene agli uomini ed ai figli. Il padre si sentirà più partecipe, i figli cresceranno più forti e sicuri, in un ambiente non conflittuale”.

PARITÀ TRA UOMINI E DONNE

La presa di posizione di una donna considerata una delle più potenti del mondo, ha fatto molto discutere. E diversi osservatori hanno definito la crociata della Sandberg una sorta di “sparata da un pulpito milionario“, ricordando lo stipendio che la ceo di Facebook porta a casa ogni anno (26 milioni di dollari l’anno), con il quale la sua famiglia può certamente concedersi il lusso di avere diversi collaboratori domestici. Ma, polemiche a parte, resta il fatto che condividere pappe e pannolini, pulizie e cucina, è un obiettivo importante per la parità dei diritti delle donne. E in Italia siamo molto indietro: negli anni Novanta la percentuale del lavoro domestico svolto dalle donne era pari all’80 per cento, oggi siamo al 71,5 per cento, e le donne sono occupate in media 5 ore al giorno in attività a casa. Una distanza siderale che significa solo una cosa: le donne continuano ad avere due lavori, gli uomini uno. E questo non è giusto.

Tornando al riequilibrio, a una sostenibilità della vita domestica, forse è venuto il momento per le donne di puntare i piedi a partire dalla piccole cose. La spesa si fa in due. E la volta che tocca al maschio, la lista dei prodotti da acquistare non deve essere scritta dalla femmina. Essere informato di ciò che manca ogni giorno in casa e di ciò che si consuma con una certa frequenza è anche un modo per vivere la parità domestica. Stesso discorso per i letti da rifare: basta non dare per scontato che tocca sempre a mia moglie, o alla domestica, e darsi da fare, almeno a giorni alterni, per sistemare il letto prima di uscire di casa. Un’altra opzione per portare un minimo di equilibrio nei lavori domestici è quello di andare sul concreto e riconoscere alle donne che se ne occupano con frequenza esclusiva, ciò che spetta loro: uno stipendio. Non pagato dallo Stato, ma dal marito, come abbiamo raccontato qui. A tal proposito nel 2015, Melinda Gates rilasciò una dichiarazione che fece molto discutere: “Se tutte le donne che si occupano dei lavori domestici e dei familiari costituissero una nazione, la loro sarebbe la quarta economia più importante del mondo”. E citò uno studio in base al quale il valore del lavoro non retribuito delle donne, solo in America, è pari a 10mila miliardi. Forse è venuto il momento di dare alle donne qualcosa di questi soldi. 

COME AIUTARE DAVVERO LE DONNE CHE LAVORANO:

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