Voucher baby sitter e asilo nido - Non sprecare
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Voucher per la baby sitter, per l’asilo e per la badante: perché convengono?

Questi soldi extra per le lavoratrici sono netti. Se fossero un premio di produttività, invece, ci sarebbero tasse per circa il 40 per cento. E l’azienda ha il vantaggio di non pagare contributi.

VOUCHER BABY SITTER E ASILO NIDO –

Alcune lettrici ci scrivono con una domanda chiara e semplice: perché scegliere i voucher per dare qualche euro in più alle donne che lavorano? E ancora: non era meglio pagare in contanti?

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COSA SONO I VOUCHER –

Per rispondere a queste domande, partiamo dalla definizione dei voucher, che al momento non sono un obbligo ma solo una facoltà per le aziende. Si tratta di buoni che possono essere spesi per specifici servizi: l’asilo di un figlio piccolo, la badante per un genitore o per un parente anziano ammalato, la baby sitter in casa in alcune ore. Sono servizi che incidono molto sul lavoro femminile, perché le donne sono speso compresse tra gli impegni professionali e le attività in famiglia.

CONVENIENZA DEI VOUCHER –

Perché convengono? Per un vantaggio fiscale, molto significativo. Immaginiamo un voucher da 100 euro: questi soldi finiranno integralmente nelle tasche della lavoratrice. Non ci sono tasse e imposte da pagare, un guadagno extra netto. Uno stesso premio di produttività, sempre per 100 euro, invece sarebbe tassato e finirebbe nei redditi fino a ridursi a 60 euro.

Il vantaggio è anche per l’azienda. L’impresa, infatti, sui voucher non paga la quota di contributi previdenziali aggiuntivi, previsti invece per qualsiasi premio alla lavoratrice sotto forma di denaro contante.

PER APPROFONDIRE: Chi lavora di più in casa?

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