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Investimenti in energia pulita: la Cina é in testa, l’Italia quarta

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Chi sta vincendo la corsa mondiale verso l’energia pulita? Secondo il rapporto “Who’s Winning the Clean Energy Race?” di The Pew Charitable Trusts la Cina che mantiene il suo primato nell’ambito dei paesi del G-20 davanti a Germania e Stati Uniti. Messico e Argentina fanno registrare i più alti tassi di crescita degli investimenti privati rispettivamente con una percentuale di più 568% e 273%. In evidenza anche l’India che per la prima volta entra a far parte del club dei migliori dieci, con 4 miliardi di dollari di investimenti corrispondenti ad un aumento percentuale del 25%.

La vera sorpresa però è l’Italia. Con i suoi 13,9 miliardi di dollari tra finanziamenti e investimenti il Belpaese passa dall’ottavo al quarto posto della classifica internazionale raggiungendo, prima nazione al mondo, la “grid parity” nell’energia solare, in altri termini la competitività dei prezzi rispetto alle fonti più tradizionali. Un risultato impensabile che assume maggiore significato se confrontato con il clima di competizione per gli investimenti privati sempre più accesa tra le principali economie mondiali.

Il quadro tratteggiato dalla ricerca di Pew, svolta in collaborazione con Bloomberg New Energy Finance, descrive in modo sintetico ma efficace questa fase di impetuoso sviluppo attraversata dal comparto dell’energia rinnovabile. Un settore che, come afferma Phyllis Cuttino, direttore del Pew’s Clean Energy Program, “sta emergendo come uno dei più dinamici e competitivi nel mondo, avendo registrato una crescita del 630 % in finanziamenti e investimenti a partire dal 2004”. Solo nel 2010 l’incremento è stato più 30% rispetto al 2009, l’investimento globale giungendo alla quota record di 243 miliardi di dollari. Oltre il 90% di questo flusso di denaro, pari a 198 miliardi di dollari, ha riguardato aziende e progetti dei paesi del G-20.

In generale, la regione che ha beneficiato maggiormente dei finanziamenti internazionali è stata l’Unione europea attraendo un totale di 94,4 miliardi di dollari. Questa posizione privilegiata è stata in particolare puntellata da una forte ascesa (+ 100%) degli investimenti in impianti solari di piccole dimensioni. In Italia si è assistito al più significativo incremento di progetti per l’energia solare su scala ridotta e in campo residenziale. La Cina, paese che contribuisce alla produzione di circa la metà dei pannelli solari e degli aerogeneratori sul mercato internazionale, ha acquisito la leadership globale nel 2010 toccando quota 54,4 miliardi di dollari raccolti da investimenti privati. La Germania, salita dal terzo al secondo posto, ha raddoppiato i finanziamenti guidando l’Europa con 41,2 miliardi di dollari. Gli Stati Uniti, superati dai tedeschi, pur restando dal 2008 ai vertici con i loro 34 miliardi di dollari in capitali, non hanno potuto impedire uno scivolamento verso il basso.

In caduta libera invece il Regno Unito, precipitato dal terzo al tredicesimo posto. L’incertezza su politiche e incentivi alle energie pulite, secondo quanto indicato nel rapporto, mette a rischio ulteriormente la posizione competitiva di Gran Bretagna e Usa. Al contrario paesi come Cina, Germania, Italia e India catalizzano l’interesse dei finanziatori grazie all’adozione di standard per le rinnovabili, al perseguimento di obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti, a sistemi di incentivazione a investimenti e produzione che garantiscono maggiore sicurezza per scelte di lungo periodo. Tecnologicamente l’energia eolica continua a rimanere preponderante. L’industria del vento acquista una capacità addizionale di 40 gigawatt e ottiene 95 miliardi di dollari di investimenti.

Tuttavia, il settore dell’energia solare è quello che si sviluppa in modo più veloce con un aumento degli investimenti del 53 % nel 2010, pari a complessivi 79 miliardi di dollari, e oltre 17 gigawatt di nuova capacità di generazione. Nel complesso, la capacità di generazione installata derivante da impianti eolici, solari, mini idroelettrici, biomassa, geotermici e marini è pari a 388 gigawatt, con un apporto della Cina che vale il 25 % del totale globale.