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Siete premurosi? È una virtù dialogica, che mette in gioco i nostri sentimenti. Ma impone una miscela di fermezza e di cautela

Pensate ai figli: se siete troppo premurosi, rischiate di renderli poco autonomi e indipendenti. Oppure a un compagno: se lo accerchiate con eccessivo zelo, prima o poi si allontana. I latini dicevano: Festina lente

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IMPORTANZA DELLA PREMURA

Siete premurosi? Vi interessate agli altri? Vi accorgete dei loro naufragi? La virtù della premura è stata rimossa dalla civiltà dell’Io, che tende a mettere sempre e solo se stessi al centro dell’universo, lasciando agli altri spazi marginali dei nostri sentimenti e del nostro tempo. E invece si tratta di una tipica virtù dialogica, motore di una relazione che può riguardare due singole persone o anche il rapporto tra un leader e il suo popolo. Un uomo politico sprovvisto della premura, per esempio, sarà sempre portato a tradire i suoi elettori, a ignorarli fino al momento del voto, quando avrà bisogno di loro. Un politico premuroso invece allarga l’orizzonte dei suoi fini a ciò che viene definito il bene comune, qualcosa che sta prima del nostro interesse individuale.

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ESSERE PREMUROSI

L’esercizio della premura è una ricerca, quasi ossessiva, di un equilibrio tra ciò che dobbiamo fare, e la relativa azione, e ciò che dobbiamo solo recepire e ascoltare, in attesa di tempi maturi. Un genitore troppo premuroso, inquinato dallo zelo e da un amore viscerale ed egoistico, rischia di fare danni ai propri figli, di renderli insicuri e poco indipendenti. La premura non è invadente, non scivola sul rito dell’ossequio, impone una pausa di riflessione e perfino di meditazione. Ancora una volta, l’eccesso può fare danni. Un uomo troppo premuroso nei confronti della propria donna scade nel formalismo, in quella educazione fatta di simboli e di atteggiamenti, ma poverissima di sostanza. E prima o poi paga pegno, con la perdita di autorevolezza.

COME ESSERE UNA PERSONA PREMUROSA

Gli antichi romani conoscevano benissimo la linea di demarcazione, il confine, che la premura non deve mai attraversare. Lo storico Svetonio attribuì all’imperatore Augusto l’antico motto ‘Festina lente’, un apparente ossimoro, il giusto dosaggio, in realtà, nel bilanciamento dei nostri comportamenti. Riusciamo a essere efficaci con le nostre premure, quando mescoliamo la fermezza con la cautela, la convinzione di un’idea, magari di un aiuto, da portare avanti, con la delicatezza nel proporla, senza forzature.

La premura è un gioco di sentimenti. Una lenta ma emozionante navigazione nel cuore delle persone, nel tentativo di attraversarlo senza scosse e in profondità. E in questo approccio, è una virtù che cura il micidiale morbo dell’indifferenza. Gli altri ci sono, ci aspettano e hanno bisogno di noi. Ma non per questo dobbiamo assalirli, o andare a caccia dello scalpo della loro volontà.

LE VIRTÙ CHE AVVICINANO LE PERSONE