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La Venchi ci scrive: siamo obbligati per legge a vendere i cioccolatini confezionati nella plastica

La precisazione dell'azienda a proposito di una nostra denuncia sul costo eccessivo dei giandujotti, imbottiti nella plastica, all'aeroporto di Fiumicino. Il prezzo più basso sul web è una promozione. La nostra replica.

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IMBALLAGGI INUTILI, LA RISPOSTA DI VENCHI

Da Martina Costa, direttore Marketing e Comunicazione della Venchi, riceviamo e pubblichiamo.

 

Gentile Direttore,
Le scriviamo in merito al Suo articolo apparso il 6 Agosto scorso sul sito nonsprecare.it, “Tre cioccolatini imbottiti nella plastica e pagati a peso d’oro. L’imbroglio degli acquisti in un grande aeroporto (foto)“, Ci dispiace molto che abbia vissuto un’esperienza negativa in uno dei nostri negozi e ci teniamo a fornirle alcuni chiarimenti:

Nello stesso  momento in cui il cioccolato viene pesato viene anche emessa l’etichetta con il prezzo, come anche da lei descritto nell’articolo. Le possiamo assicurare quindi che non le è stato addebitato il peso della plastica.

Siamo obbligati per legge a confezionare il prodotto, per questo la signorina è stata tassativa nella procedura. Il personale del negozio è altamente formato per rispettare le normative vigenti  e assicurare la trasparenza più totale verso il cliente. Nel rispetto delle leggi quindi, l’attenzione per l’ambiente è una nostra priorità, per esempio  i sacchetti che utilizziamo in negozio sono biodegradabili.

Ci teniamo inoltre a informarla che sul nostro sito venchi.com il prezzo di €39,00 €/kg riguarda solo ed esclusivamente alcuni prodotti che superano la grammatura di 1kg per i quali si è deciso di attivare una promozione.

 

Prendiamo atto della garbata precisazione della Venchi: purtroppo molti sprechi non sono casuali, e avvengono anche per leggi sbagliate. Norme che favoriscono l’imbottitura dei prodotti con la plastica, con gli effetti in termini di rifiuti e inquinamento che tutti conosciamo. Non abbiamo motivi per dubitare delle parole della Signora Martina Costa ma, a proposito di trasparenza, due cose. Non sarebbe più corretto mettere un’etichetta nella quale sia specificato e differenziato il peso della confezione e quello dei giandujotti? E non sarebbe più trasparente, per i consumatori, pagare i cioccolatini sulla base del loro peso e poi confezionarli? Quanto al prezzo, quello previsto sul sito sarà anche una promozione (39 euro al chilo), tra l’altro non specificata come tale, ma è troppo distante da quello applicato a chi acquista lo stesso prodotto in aeroporto (60 euro al chilo). Dove si dovrebbe risparmiare.