Il casco in cartone realizzato dal recupero degli scatoloni. Leggero, funzionale e soprattutto sicuro | Non Sprecare
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Il casco in cartone realizzato dal recupero degli scatoloni. Leggero, funzionale e soprattutto sicuro

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Riutilizzare il cartone da imballaggi trasformandolo in un casco per ciclisti. L’idea è di Anirudha Surabhi, progettista del Royal College of Arts di Londra che, ha deciso di realizzare il casco, denominato Kranium, dopo una caduta dalla bici con relativa commozione cerebrale.

La particolare conformazione del cartone a nido d’ape lo rende capace di assorbire l’energia d’urto quattro volte meglio del polistirolo dei normali caschi che, la maggior parte delle volte, si rompono al momento dell’impatto. Come spiega il giovane designer: “Le celle del cartone a nido d’ape catturano l’aria che fa da membrana di compressione. La struttura del casco è studiata per assorbire il colpo piegandosi e accartocciandosi. La riduzione di volume assorbe effettivamente l’impatto laddove il polistirene si limita a spezzarsi esaurendo subito la potenzialità di protezione“.

Come prova della sua sicurezza, lo speciale elmetto in cartone ha superato per ben 5 volte di fila il test di prova British Standard riuscendo a dimostrare che è quindi in grado di sopravvivere più a lungo rispetto a un casco tradizionale.

E non è tutto:  grazie ad uno speciale trattamento con una soluzione idrorepellente, Kranium è anche in grado di resistere all’acqua.

Comodo da indossare, il casco è anche il 15 per cento più leggero di quelli tradizionali e, a partire dalla prossima estate, si potrà acquistare online sul sito kraniums.com

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