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I Magi fanno la raccolta differenziata

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I venti della crisi economica soffiano sul presepe napoletano ma all’ ombra del Vesuvio anche l’ emergenza rifiuti trova spazio tra i personaggi della natività con i Re magi impegnati nella raccolta differenziata.

”I collezionisti del presepe? Quest’anno li stiamo ancora aspettando”. Non c’e’ ottimismo nelle parole di Angela Greco che, sull’uscio della sua bottega di pastori a San Gregorio Armeno, fissa la viuzza nel cuore di Napoli, quella celebrata in tutto il mondo per la maestria degli artigiani del presepe ma ”poco valorizzata dalle istituzioni locali”, denunciano oggi i vecchi maestri del settore.

A un mese dal Natale, gli artigiani aspettano che arrivino gli appassionati napoletani, i turisti italiani e stranieri, che il vicolo si affolli come ogni anno, tanto da costringere il Comune a istituire il senso unico pedonale. ”Nel week end la gente arriva – spiega la Greco – ma spende poco, comprano souvenir da pochi spiccioli, speriamo di colpirli con le novita’ di quest’anno”. E infatti Angela espone due grandi ‘tamorre’, i tamburi a mano della tarantella, su uno ci sono i ritratti di Bocchino e Fini, sull’altro di Bossi e Fini: ”Li abbiamo raffigurati sulla tamorra – dice – per simboleggiare il balletto della politica di oggi, che sembra una tarantella”.

La ”munnezza” in strada non c’è a San Gregorio Armeno, il Comune l’ha sempre rimossa, tanto che qualche turista si stupisce, ”ma dov’è l’immondizia che si vede in tv?”, chiede. Niente paura, è solo qualche isolato più in là, e comunque nel vicolo dei pastori i problemi non mancano: ”I basolati sono malfermi – spiega l’artigiano Antonio Pepe – e la pioggia li rende ancora più pericolosi. Abbiamo protestato, ma nessuno è intervenuto”.

”Servono controlli – protesta Giovanni Ferrigno – è assurdo che qui ci passino le auto e due giorni fa è arrivato addirittura un camioncino contromano, l’abbiamo dovuto far passare”.

I francesi, ma soprattutto i tedeschi e gli spagnoli, sono tra i clienti migliori dei maestri presepiali: ”Ci sono vecchi clienti che tornano e che trasmettono la passione ad amici e parenti. Di solito arrivano a novembre, speriamo abbiano solo tardato…”, dice preoccupato Mario Capuano, artigiano di terza generazione, che deve difendersi pure ”dai pastori fatti in Cina. Prima erano solo di plastica, ora li fanno anche di terracotta e stanno rovinando il mercato”. Suo nipote Enzo ha 38 anni e ha deciso di proseguire l’arte di famiglia e ha tra i suoi clienti i reali di Spagna, ma anche tanti professionisti del nord, tanto che, racconta, ”quest’anno dal 4 al 6 gennaio vado a Lecco per esporre i presepi in piazza”.

Ma San Gregorio Armeno da qualche anno è anche specchio dell’attualità. Genny Di Virgilio e Marco Ferrigno si contendono lo scettro del presepe moderno, con attori, politici e calciatori. Sui loro presepi i re Magi fanno la raccolta differenziata e la sacra famiglia indossa le mascherine contro i miasmi dei rifiuti, anche se Di Virgilio confessa ”sono le stesse usate l’anno scorso per l’influenza A”.

Davanti alla grotta c’è la coppia di ”Vieni via con me” Fazio-Saviano, ”ma va forte pure – spiega Di Virgilio – il Berlusconi bunga-bunga con Ruby”. Ferrigno mette invece nel presepe Berlusconi che elemosina la fiducia a Fini. E stare nel presepe è anche un termometro di popolarità: quest’anno Cavani si vende più di Lavezzi, mentre Ferrigno, dopo tanti anni, ha tolto il sindaco Iervolino. Il suo mandato scade in primavera, ma nel presepe già non c’è più.

 

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