Green pass falsi: la truffa corre veloce su Internet e sui social
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Green pass falsi: la truffa passa per Internet

Diverse piattaforme offrono il documento a 200-300 euro. Ma non chiedono tutte le garanzie che passano solo dal ministero della Salute. Bisogna rendere più veloci le pratiche burocratiche

Fatta la legge, scovato l’inganno. Neanche il Covid-19, e la paura di contagiarsi, poteva allontanare gli italiani da un’antica e consolidata abitudine del loro modo di interpretare la cittadinanza. A fronte di uno Stato che rende sempre tutto complicato, maledettamente complicato, scatta, come un automatismo, il tentativo di aggirare le norme con qualche scorciatoia anti-burocrazia. E più le cose sono difficili, più diventa facile per i furbi e i delinquenti mettere in piedi una truffa su misura. Con relativi sprechi di denaro, di tempo e innanzitutto di salute.

GREEN PASS FALSI

Se fate una domanda su Google, Come posso comprare un Green pass?, compariranno oltre un milione di risultati, e questo è già un buon indizio di come ormai si sia aperto un vero mercato parallelo per l’acquisto di un documento diventato essenziale nella nostra vita e per la nostra libertà. Dal 6 agosto, per esempio, senza un Green pass sarà complicato viaggiare. E non ci si potrà sedere ai tavoli di bar e ristoranti al chiuso. Ma ci sono altri indizi lungo la pista dei Green pass falsi che spaventano: un bravo redattore di Rolling Stone si è messo a navigare sulla piattaforma di Telegram, sapendo che da qui arrivano offerte per acquisti di Green pass, e ha fatto tre scoperte davvero curiose.

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PIATTAFORMA TELEGRAM PER COMPRARE GREEN PASS

Prima scoperta: il canale della piattaforma inventata dall’imprenditore russo Pavel Durov, e intitolato Green Pass Qr Code ha la bellezza di 50mila iscritti. Niente male. Tutti consapevoli che stanno percorrendo una strada al confine della legge, con il rischio di commettere anche un reato che in Francia è punito fino a cinque anni di carcere. Seconda scoperta: per ottenere il Green pass dagli addetti di Telegram, che dicono di averne già venduti quasi 2mila in Italia, non serve la vaccinazione, il tampone o una precedente avvenuta guarigione. No, bastano il numero della tessera sanitaria e un documento di identità valido. A quel punto, con pagamento anticipato, il Green Pass ti arriva a casa, nella versione cartacea, e direttamente sullo smartphone, nella versione digitale. Già, il pagamento: Telegram non accetta pagamenti in contanti o con carte di credito, ma offre solo tre opzioni che non lasciano tracce. Bitcoin, buoni Amazon Pay, safecard. Il costo dell’intera operazione è da 200 (versione digitale) a 300 (versione cartacea) euro.

CHE COS’È IL GREEN PASS?

Telegram non è l’unica piattaforma che offre questo servizio aggirando procedure e tempi di attesa ordinari per ottenere il Green pass. Ormai le piattaforme per l’attività di certificazione border line stanno comparendo come i funghi e mentre una viene chiusa, altre si aprono. Ma come si ottiene il Green pass regolare? E innanzitutto: Che cosa è esattamente questo documento? Il Green pass è una certificazione di tre ipotesi: si è guariti dal Covid-19, si è fatta almeno una dose di vaccinazione, si è fatto un tampone antigenico o molecolare con esito negativo. Da questi elementi risulta chiaro che il Green pass non può essere rilasciato da nessuno che non abbia un collegamento diretto con tutti i servizi informatici del Sistema sanitario, quelli che custodiscono i nostri dati in tempo reale. Altrimenti si entra nelle sabbie mobili della truffa. Non a caso l’emissione del Green pass avviene attraverso un’unica piattaforma nazionale, controllata dal ministero della Salute, e non è spalmata sul territorio passando per le amministrazioni regionali.

CHI RILASCIA IL GREEN PASS

In teoria il Green pass si dovrebbe ottenere in tempi rapidi, diciamo un paio di giorni dalla richiesta, attraverso diversi canali. L’Asl o il proprio medico di base: ma molti si rifiutano di svolgere questa attività come si sono rifiutati (impunemente) di vaccinare gli italiani. E nessuno li tocca. Altrimenti si può andare sul sito “Digital green certificate” (www.dgc.gov.it) : ma il meccanismo non è proprio semplice, e per le persone anziane diventa impraticabile. Poi ci sono le app, Immuni e Io: due fallimenti. Infine, oltre ai medici di famiglia (questi fantasmi…) ci sono anche i farmacisti: ma dovete essere fortunati e serve comunque una norma regionale che lo consenta. In una piccola isola della Sicilia, ho visto un miracolo per come funzionano le cose da quelle parti: un turista ha ottenuto il suo Green pass in tempo reale, solo mostrando la tessera sanitaria e senza pagare un euro. Molto più probabilmente, però i farmacisti vi risponderanno picche.

CHE FARE SE NON SI RIESCE A OTTENERE IL GREEN PASS?

Se non riuscite a ottenere il vostro Green pass, come previsto dalla legge, e non volete avventurarvi nella selva oscura degli acquisti online, potete provare a farvi sentire. Attraverso il numero verde 800249124, attivo dalle otto del mattino alle 20 della sera, oppure scrivendo all’indirizzo mail cittadini@dgc.gov.it  o chiamando il numero verde 1500. Che dire? Auguri, sono tutte soluzioni con le quali rischiate di sbattere la testa contro il muro.

IL GREEN PASS È A PAGAMENTO?

Questa è l’unica certezza che dovete avere: il Green pass non va pagato. Chiunque ve lo ha fornito, secondo le disposizioni della legge, non può chiedervi un centesimo. Un motivo in più per essere almeno sospettosi di fronte alla possibilità di acquistare il Green pass, e non per pochi spicci, sulla base delle proposte che arrivano dalle piattaforme su Intenet.

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