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«Fukushima, il nocciolo si è fuso»

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La radioattività all’esterno del reattore n.2 di Fukushima ha registrato un balzo, superando quota 1.000 millisievert/ora. Lo rende noto la Tepco a poche ore dall’ammissione, da parte di un portavoce del governo, di una possibile fusione parziale delle barre di combustibile nucleare. Yukio Edano, che ha parlato per conto dell’esecutivo, ha spiegato così gli alti livelli di radiazione rilevati domenica nell’acqua che allaga il seminterrato dell’edificio delle turbine del reattore. Edano ha aggiunto che questa fusione parziale è stata temporanea, ma ha fatto in modo che l’acqua in cui è immerso parte dell’edificio delle turbine dell’unità 2 registri alti livelli di radioattività e renda difficile il lavoro degli operai. «La radiazione sembra provenire dalle barre di combustibile parzialmente fuse e venute in contatto con l’acqua utilizzata per raffreddare il reattore», ha spiegato.

TRACCE DI PLUTONIO – Tracce di plutonio sono state riscontrate in cinque aree contigue all’impianto giapponese di Fukushima ha reso noto la stessa Tepco. Il metallo radioattivo potrebbe essere stato scaricato dal carburante nucleare dell’impianto. Il plutonio rilevato, tuttavia, non sarebbe dannoso per la salute umana, al punto che i lavori per la messa in sicurezza di Fukushima «andranno avanti». Il plutonio è stato rilevato nel suolo in 5 punti diversi della tormentata centrale e, secondo la Tepco, sarebbe stato scaricato dal combustibile a seguito dei danni del sisma/tsunami dell’11 marzo, mentre i risultati delle analisi sarebbero maturati dai campioni presi una settimana fa. Le ultime notizie dalla tormentata centrale non sono affatto buone e danno corpo all’ipotesi di danni al contenitore, alle condotte idriche del sistema o alle valvole di connessione del reattore n.3, il più pericoloso perchè alimentato a mox, il combustibile fatto di uranio e plutonio, usato nella forma di isotopo radioattivo più letale. Le tracce di plutonio a Fukushima portano all’ipotesi di danni alle barre di combustibile ha sottolineato successivamente l’Agenzia per la sicurezza nucleare, citata dall’agenzia giapponese Kyodo, secondo cui «non è noto quale reattore lo abbia rilasciato» e che, per questo motivo, la «vigilanza sull’impianto deve essere rafforzata».

LE MISURAZIONI DELLA TEPCO – Domenica erano stati rilevati livelli di 1.000 millisievert all’ora nel reattore 2, il che aveva fatto temere danni al nucleo del reattore o alle tubature che conducono l’acqua radioattiva tra le turbine e i nucleo. Ora lo stesso livello di radioattività sembrerebbe essere stato superato. La Tokyo Electric Power (Tepco), che gestisce l’impianto, domenica si era tra l’altro sbagliata nella misurazione della radioattività dell’acqua dentro l’unità, dicendo in primo tempo che era di 10 milioni di volte superiore al normale, quando in realtà era di 100mila volte. Il governo giapponese ha bacchettato pesantemente la Tepco per l’errore, definendo «inaccettabile» la gestione dell’informazione da parte della società. Lunedì, invece, un portavoce della Tepco ha spiegato che è stata trovata acqua altamente radioattiva, che fuoriesce dall’edificio delle turbine del reattore, aggiungendo che il timore è che il liquido si riversi nell’ambiente.

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NUOVA SCOSSA DI TERREMOTO – Nel frattempo va registrata una nuova scossa sismica nel Paese, una delle tante seguite al terremoto con successivo tsunami dello scorso 11 marzo, da cui ha avuto origine l’incidente di Fukushima. Di magnitudo 6,5, la scossa è stata rilevata al largo delle coste nordorientali del Giappone, senza che si abbiano notizie di vittime o danni. Un allarme tsunami è stato diffuso e revocato dopo breve tempo per la prefettura di Miyagi: secondo le autorità giapponesi il sisma – il cui epicentro si trovava a oltre 17 chilometri di profondità – è da considerarsi una replica di quello dell’11 marzo, dato che è avvenuto nella stessa regione dell’Oceano Pacifico.

RADIOATTIVITA’ IN USA E CINA – Intanto negli Usa continuano ad essere rilevate tracce di iodio radioattivo, collegabili all’incidente nucleare in Giappone, in campioni di acqua piovana. Nel weekend le rilevazioni hanno dato risultati positivi in Massachusetts, sulla costa atlantica. Il basso livello di iodio radioattivo 131 rilevato nelle precipitazioni è paragonabile, hanno spiegato le autorità, alle quantità trovate anche sulla costa pacifica, in California e nello Stato di Washington, e non pone rischi per le forniture idriche. Campioni di aria analizzati nella stessa zona in Massachusetts non hanno mostrato tracce di radiazioni rilevabili. I campioni sono stati prelevati da più di 100 siti in tutto il Paese che fanno parte del sistema di monitoraggio ambientale degli Stati Uniti per la protezione da radiazioni. Anche in Cina sono state trovare tracce di radioattività nell’aria nella provincia nordorientale cinese dell’Heilongjiang ma, secondo quanto riferisce l’agenzia Nuova Cina, i livelli di concentrazione non sono preoccupanti per la salute delle persone.