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Valoribio, all’università di Modena e Reggio Emilia si punta sulle mosche per produrre fertilizzanti naturali (foto)

Un finanziamento europeo per allevare le mosche trasformando la pollina in bioplastica biodegradabile e compost di altissima qualità.

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FERTILIZZANTE DALLE MOSCHE

Trasformare le mosche da “fastidiosi insetti” in “operaie specializzate”. Può sembrare impossibile, eppure un progetto dell’Università di Modena e Reggio Emilia ha centrato questo obiettivo. Valoribio ha utilizzato le “mosche soldato”, black soldier fly, in grado di trasformare gli scarti alimentari in proteine ed energie grazie alla voracità delle loro larve. Sono molto diffuse in natura e il loro lavoro, sperimentato nell’impianto pilota di Reggio Emilia, consente di ricavare bioplastiche biodegradabili e ammendanti ad alto valore nutritivo per la terra

La ricerca è stata cooordinata da Lara Maistrello, che ha lavorato insieme ad altre due colleghe, Augusta Caligiani e Monia Montorsi. Diversi centri di ricerca e aziende hanno collaborato al progetto manifestando un forte interesse attorno alle potenzialità della procedura.

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PROGETTO VALORIBIO

Come trasformare le mosche in paladine dell’ambiente?
Le larve si nutrono degli scarti della filiera zootecnica e con le loro proteine si realizzano delle bioplastiche azotate per teli di pacciamatura che poi biodegrandadosi rilasciano azoto nel terreno. Il residuo di crescita, invece, rappresenta un compost ammendante di ottima qualità. Tutto ciò avviene nei laboratori del centro Biogest-Siteia dell’Università di Modena e Reggio Emilia, grazie al progetto del valore complessivo oltre 1,2 milioni di euro, con un finanziamento della Regione Emilia Romagna di oltre 800mila euro. I fondi stanziati hanno permesso di realizzare un impianto pilota per l’allevamento industriale della mosca soldato, le cui larve sono in grado di convertire rapidamente diversi tipi di materiali organici di scarto in una biomassa proteica ricca di grassi. In questo progetto con le larve cresciute sulla pollina si ottengono le bioplastiche e il compost di alta qualità, ma in futuro, usando come substrati i sottoprodotti agroalimentari, sarà possibile usare le larve per scopi più nobili, come la produzione di mangimi e integratori alimentari. Gli adulti di mosca soldato non sono infestanti, non si alimentano e vivono giusto il tempo per riprodursi, mentre grazie all’azione delle larve è possibile ridurre notevolmente i cattivi odori, i batteri patogeni e anche le mosche infestanti.

Il processo è completamente naturale ed è composto da due fasi:

  • Nell’area delle mosche adulte, esse si riproducono indisturbate. Quindi, le migliaia di uova prodotte vengono raccolte ed estratte grazie a un dispositivo in fase di brevettazione
  • Le larve vengono allevate all’interno di un incubatore sul substrato organico, che attualmente è costituito da pollina, addizionata di zeolite che è uno scarto di cava utile sia per ridurre gli odori che per incrementare il rilascio di azoto nel terreno.

Perché le mosche aiutano l’economia circolare?

In due settimane le larve diventano degli animali grassi e proteici. Quindi, in laboratorio, esse vengono raccolte e frazionate in proteine, grassi e chitina, molto utili per diverse produzioni industriali. In questo progetto le proteine vengono usate per farne delle bioplastiche, che quando si decompongono rilasciano azoto fertilizzando il terreno. Così facendo, le mosche soldato non solo offrono un fertilizzante naturale ma riducono notevolmente il problema della gestione dei rifiuti organici. Si innesca un circolo virtuoso in cui l’umido da materiale di scarto da smaltire diventa una preziosa risorsa.

Il progetto è in concorso per l’edizione 2018 del Premio Non Sprecare. Per conoscere il bando e partecipare vai qui!

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PROGETTI IN CONCORSO PER L’EDIZIONE 2018 DEL PREMIO NON SPRECARE: