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Adozioni dal Congo, da tre anni sono bloccati 1.500 bambini già adottati

Le famiglie italiane aspettano i piccoli dopo che il governo congolese ha deciso di bloccare gli espatri. Il motivo? Casi di corruzione e di falsificazione dei documenti. Intanto i bambini rischiano il tifo e il colera.

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FAMIGLIE ITALIANE ADOZIONI CONGO –

L’adozione risale a tre anni fa. Dopo una lunga pratica e un’attesa durata alcuni anni, centinaia di famiglie italiane sono riuscite ad avere l’adozione di bambini in arrivo dal Congo. Poi tutto si è fermato, in seguito a una decisione del governo congolese di bloccare gli espatri. E 1.500 bambini, già adottati, sono intrappolati in Congo, in attesa di partire per l’Italia.

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SBLOCCO ADOZIONI CONGO –

Perché una scelta così radicale, dopo che i bambini erano già stati adottati secondo tutte le procedure di legge, molto rigorose, previste in Italia? In realtà il governo congolese non ha fatto differenze tra i vari paesi e ha sbarrato le porte alle adozioni perché, questa è la motivazione ufficiale, in molti casi sono state individuate procedure scorrette. Corruzione, falsificazione di documenti, e affidamento a coppie gay assolutamente vietato dalle legge del Congo.

ADOZIONI BAMBINI CONGO –

Lo scorso 20 gennaio un gruppo di famiglie italiane, in attesa da tre anni di vedere i bambini adottati in Congo, si sono incatenate davanti a Montecitorio per sollecitare un intervento del governo per sbloccare, per via diplomatica, la situazione. Una volta per tutte. Le famiglie, tra l’altro, sono molto preoccupate per il fatto che la mortalità infantile in Congo è in aumento. Per effetto di malattie, come il tifo, la malaria e il colera che ancora non si riescono a debellare.

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