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Adozioni internazionali, scopri come adottare un bambino

Nel corso del 2012, 3106 bambini stranieri sono entrati nel nostro Paese perché accolti da genitori italiani

Nel corso del 2012, 3106 bambini stranieri sono entrati nel nostro Paese perché accolti da una mamma e un papà italiano. Il fenomeno dell’abbandono dei minori nel mondo, purtroppo, è in costante crescita: dai 145 milioni del 2004 si è passati ai 168 milioni del 2009 (dati Unicef).

LE PROCEDURE PER L’ADOZIONE – Ma come si fa ad adottare? Vediamone i passi principali tappa per tappa.

GUARDA L’INTERVISTA: Marco Griffini, presidente Ai.Bi.

1ª TAPPA: La dichiarazione di disponibilità 

  • La prima tappa è il Tribunale per i minorenni competente per il territorio di residenza. Generalmente è presente nel capoluogo di ogni regione, e alcune regioni ne hanno più di uno. Una volta individuato il Tribunale, occorrerà rivolgersi all’ufficio di cancelleria civile per presentare la “dichiarazione di disponibilità” all’adozione internazionale. Possono presentare la dichiarazione le coppie coniugate da almeno 3 anni, con una differenza massima entrambi di 45 anni e minima di 18 con il figlio da adottare (i requisiti sono previsti da sono previsti dall’art. 6 della legge 184/83). Entro 15 giorni dalla presentazione della dichiarazione di disponibilità, il giudice minorile trasmette la documentazione relativa alla coppia aspirante, ai servizi degli Enti locali.

2ª TAPPA: L’indagine dei servizi territoriali 

  • Entro 4 mesi dall’invio della documentazione da parte del Tribunale per i minorenni, i servizi degli Enti locali hanno il ruolo importante di conoscere la coppia e di valutarne le potenzialità genitoriali, raccogliendo informazioni sulla loro storia personale, familiare e sociale. Il lavoro dei servizi è volto alla stesura di una relazione da inviare al Tribunale, che fornirà al giudice gli elementi di valutazione sulla richiesta della coppia.

3ª TAPPA: Il decreto di idoneità 

  • Una volta ricevuta la relazione il Tribunale convoca i coniugi e può, se lo ritiene opportuno, disporre ulteriori approfondimenti. A questo punto il giudice decide se rilasciare un decreto di idoneità o se emettere invece un decreto attestante l’insussistenza dei requisiti all’adozione. Una volta rilasciato, il decreto viene inviato alla Commissione per le adozioni internazionali e all’ente autorizzato, se è già stato scelto dai coniugi.

4ª TAPPA: Inizia la ricerca 

  • La coppia in possesso del decreto di idoneità, deve iniziare entro 1 anno dal suo rilascio la procedura di adozione internazionale, rivolgendosi ad uno degli enti autorizzati dalla Commissione per le adozioni internazionali. In questa fase la coppia può orientarsi verso un Paese tra quelli nei quali l’ente opera. Quasi tutti gli enti autorizzati organizzano degli incontri che hanno lo scopo di informare le coppie sulle procedure dei Paesi in cui sono presenti, sulla realtà dell’adozione internazionale e di prepararli, con la collaborazione di psicologi ed altri esperti, al loro futuro ruolo di genitori adottivi. Rivolgersi ad un ente autorizzato è un passo OBBLIGATO perché si possa realizzare una valida adozione internazionale. L’ente segue i coniugi e svolge le pratiche necessarie per tutta la procedura.

5ª TAPPA: L’incontro all’estero 

  • Si tratta della fase più delicata e importante dell’intera procedura di adozione. In questa fase l’ente autorizzato al quale i coniugi si sono rivolti si fa carico della procedura di adozione nel Paese straniero scelto. L’ente, una volta ricevuta dall’autorità straniera la proposta di incontro con il bambino da adottare, ne informa gli aspiranti genitori adottivi e, avutone il consenso, li assiste svolgendo tutte le pratiche necessarie. Se gli incontri della coppia con il bambino si concludono con un parere positivo anche da parte delle autorità del Paese straniero, l’ente trasmette gli atti e le relazioni sull’abbinamento adottando-adottanti alla Commissione per le adozioni internazionali in Italia, attestando la sussistenza dei requisiti previsti dalla Convenzione de L’Aja all’articolo 4. L’ente autorizzato deve trasmettere tutta la documentazione riferita al bambino, insieme al provvedimento del giudice straniero, alla Commissione per le adozioni internazionali in Italia, che ne cura la conservazione.

6ª TAPPA: Il rientro in Italia 

  • Una volta ricevuta dall’ente autorizzato la documentazione sull’incontro avvenuto all’estero e sul consenso a questo prestato dai coniugi, la Commissione per le adozioni internazionali autorizza l’ingresso e la permanenza del minore adottato in Italia, dopo aver certificato che l’adozione sia conforme alle disposizione della Convenzione de L’Aja.

7ª TAPPA: La conclusione

  • Dopo che il bambino è entrato in Italia, la procedura si conclude con l’ordine, da parte del Tribunale per i minorenni, di trascrizione del provvedimento di adozione nei registri dello stato civile. Competente a questa trascrizione è il Tribunale per i minorenni del luogo di residenza dei genitori. Con la trascrizione il minore diventa definitivamente un cittadino italiano e un membro a tutti gli effetti della nuova famiglia “multi-etnica” che è appena nata.

Fonte: Commissione per le Adozioni Internazionali

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