Elegante, ma sobrio: è l'uomo oltre la crisi | Non Sprecare
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Elegante, ma sobrio: è l’uomo oltre la crisi

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Colorato, morbido, leggero, avventuroso eppure protetto. Cosi’ l’ uomo dell’ estate 2010, quando si azzarda che la crisi si sara’ acquietata, si avvia a salvare la moda. Ci puntano i 900 marchi dell’ industria dell’ abbigliamento maschile che, per Pitti Uomo, sono esposti da ieri a venerdi’ in Fortezza. Insieme alle 60 precollezioni donna di Pitti W. Ormai possiamo progettare. Faremo un 20% in meno, ma gli ordini ci sono. I primi sono quelli Usa, dice Brunello Cucinelli, di fresco premiato come imprenditore olivettiano che taglia con rigore sartoriale la giacca in lana e seta leggera come una camicia. Uomini eleganti ma comodamente infilati in giacche-piume anche da Corneliani che usa i colori di Magritte. Sfoderate le giacche del re del classico Lardini. Ripiegabili come una maglia quelle dai doppi revers di Twin DdM. Uomini asciutti, tanto che perfino Brooks Brothers fa camicie extra slim. Fanatici dei particolari, fino alle fettucce regimental sulle cuciture di Geo. Tanto e’ il fervore che perfino Philippe Starck si getta nell’ arena e disegna 60 capi, 30 da donnae 30 da uomo, per Ballantyne, lo storico marchio inglese passato nelle italiche mani della famiglia Montezemolo: La crisi ha fatto capire che e’ inutile comprare e gettare e che la kleenex society e’ una follia. Faccio capi che durano per sempre. Niente moda ma stile, rivendica per il suo marchio Italia Independent Lapo Elkann che rispolvera la giacca con i lacci per stenderla sulle spalle come Mastroianni: Bisogna che l’ uomo riscopra l’ eleganza senza voler sembrare un calciatore, un velino, un palestrato burino. Se la moda uscira’ dalla crisi, chissa’. L’ uomo dal grigio-beige sicuramente si’. A Pitti esplodono i colori come un’ iniezione di allegria. Pastelli accesi nei blazer Rebecchi, fiori nelle camicie Eton, glamour nelle scarpe Lumberjack dopo il nuovo accordo con Hollywood Milano, blu elettrico nel velluto dei mocassini Argfango dotati di gemelli di perle, turchesi nei cotoni di Bramante, verde nei 12 capi esclusivi per i clienti importanti di Mason’ s, oro sulle felpe Everlast, quadretti vichy per i mocassini Santoni. Un’ intera tavolozza per i pantaloni Jaggy indossati al Pitti da Bobby Kennedy terzo, il ventiquattrenne nipote di Bob, in Italia per girare il film Ameriqua. D’ obbligo il nylon (giubbotti Peuterey, giacca Tornado di Elvstrom), la tecnologia (la sneaker Pirelli PZero che lascia sul terreno prima la sagoma di un angelo e poi di un demone, la tasca dei pantaloni Caesar 1935 per i cellulari ultima generazione), l’ ecologia: filati biologici per Shaft jeans o per la coppola Paseyo di Borsalino, di poliestere riciclato i pantaloncini Sundek.

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