Diossina, trovate alte percentuali nella carne di maiale in Germania | Non Sprecare
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Diossina, trovate alte percentuali nella carne di maiale in Germania

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Dopo le uova, lo scandalo dell’inquinamento alla diossina in Germania si è esteso alla carne di maiale, con diverse centinaia di capi di cui sarà necessario l’abbattimento: lo ha annunciato il portavoce del ministero dell’Agricoltura di Hannover, Gert Hahne. La scoperta è stata fatta in un allevamento della Bassa Sassonia.
La presenza di diossina è risultata essere di 2 picogrammi per grammo di grasso, misura pari al doppio di quanto consentito dai limiti europei. In un altro allevamento di suini dello stesso Land sarebbero stati riscontrati valori di diossina vicini a quelli limite. Il ministero ha aggiunto che attualmente sono 330 gli allevamenti chiusi sui 4.400 inizialmente serrati. "Un test sulla carne di maiale ha lasciato trasparire un alto tasso  di diossina" in una delle fattorie chiusa dalla fine della  scorsa settimana come misura preventiva in seguito alla scoperta di integratori alimentari per animali infetti, ha dichiarato un portavoce del ministero del Consumo della Bassa Sassonia. "Questa carne non è commerciabile, tutti gli animali dovranno essere abbattuti e le carcasse saranno bruciate", ha aggiunto il portavoce del ministero. Durissime polemiche sono scoppiate sull’operato del ministro per la Tutela dei consumatori, Ilse Aigner (Csu), attaccata pesantemente dal presidente del partito socialdemocratico Sigmar Gabriel, che l’ha accusata di aver mal gestito l’emergenza causata dalla scoperta di diossina prima nelle uova e poi anche nella carne di pollo. Gabriel ha chiesto

al governo di rendere pubblico "ciò che sa e quello che intende fare" per garantire la sicurezza dei consumatori, poiché al momento in Germania "nessuno sa come vengono prodotti i generi alimentari".

Diciannove gli allevamenti contaminati. Sono complessivamente 19 gli allevamenti tedeschi i cui animali sono risultati contaminati con livelli di diossina superiori ai limiti ammessi. Di questi impianti, 18 sono allevamenti di galline ovaiole, uno di suini. Secondo i dati sulle analisi effettuate, finora nessuna ‘positività’ è stata riscontrata in allevamenti di bovini da carne o da latte, né in quelli di pollame da carne. Per il pollame da produzione ovicola i 18 risultati positivi sono emersi su 57 impianti analizzati, mentre il risultato per l’unico allevamento di maiale risultato finora positivo è scaturito su 15 impianti sottoposti a test.

Ue, nessun aiuto per allevatori tedeschi
. Non è previsto alcun indennizzo da parte dell’Unione europea per i proprietari degli allevamenti tedeschi che sono risultati contaminati dalla diossina. ”Non è la Ue a dover pagare i danni” ha precisato Frederic Vincent, portavoce del Commissario alla salute John Dalli. Un esperto della Commissione europea ha poi spiegato che i singoli produttori sono responsabili della conformità di quanto mettono sul mercato. Quindi è possibile – nel caso degli allevatori tedeschi – che questi possono rivalersi sui fornitori di mangimi contaminati, che a loro volta risalendo nella catena possono chiedere i danni al fornitore di grassi inquinati con la diossina. ”Un meccanismo come quello dei tamponamenti a catena” è stato specificato. A pagare i danni in caso di ordine di abbattimento potrebbero essere anche le autorità nazionali, ma in questo caso il provvedimento dovrebbe essere autorizzato dalla Commissione europea.

Irregolarità già a marzo. Le autorità tedesche hanno scoperto che nel marzo scorso nel grasso utilizzato per produrre mangime in Germania presentava un tasso di diossina doppio di quanto ammesso (1,5 nanogrammi per chilo, quando il massimo è di 0,75 nanogrammi). A fare il test a suo tempo fu una ditta produttrice di mangimi che non informò tempestivamente le autorità ”e questo – secondo quanto specificato da un esperto della Commissione europea – è una violazione delle regole”. Il caso però, per quanto allarmante, secondo la fonte ”non poteva essere pericoloso per la salute” perché ”nel mangime finale la percentuale di grasso varia dal 2 al 10%, quindi la percentuale di diossina nel prodotto finito rientrava nei limiti”. L’irregolarità ha comunque spinto le autorità tedesche, secondo quanto emerso oggi nel corso della riunione del Comitato permanente per la Catena alimentare e la Salute degli animali di sottoporre a nuova analisi per la presenza di diossina in tutti i campioni di grassi per uso alimentare e di mangimi già analizzati nel corso del 2010 ”a partire da marzo e forse anche prima”.

Commissione europea valuta proposta di autoregolamentazione. Ieri, intanto, nella sede della Commissione europea le principali associazioni dei produttori hanno tenuto una riunione ed oggi Patrick Vanden Avenne, presidente della Fefac (Federazione europea dei produttori di mangimi compositi), ha scritto in un comunicato che essi sono pronti a presentare "entro la fine del mese" una proposta di autoregolamentazione per il monitoraggio della presenza di diossina, per evitare che si ripetano casi come quello della Germania. L’ipotesi consiste in una norma di garanzia per la produzione dei mangimi animali che troppo spesso si sono dimostrati l’anello debole della catena alimentare. In sostanza, secondo quanto si è appreso da fonti comunitarie, si sta verificando la possibilità di scrivere una disposizione che "separa la produzione dei mangimi da quella di altre attività industriali". Durante la riunione i dati riferiti dalla Germania sulla situazione e sui controlli sarebbero stati anche ritenuti pienamente soddisfacenti.

Galan: "In Italia più sicuri che altrove"
. Il ministro delle Politiche agricole, Giancarlo Galan, si augura che l’allarmismo mediatico che si è creato sulle uova alla diossina prodotte in Germania non provochi un calo delle vendite delle uova in Italia. "Non suscitiamo allarmi, non evochiamo sventure: in Italia stiamo più sicuri che altrove", ha rassicurato il ministro, a margine di una conferenza stampa sulla vigilanza e controllo nella filiera ittica nel 2010 da parte delle Capitanerie di Porto. Il ministro ha poi fatto riferimento al "danno incalcolabile" che si è creato in precedenza per l’allarmismo mediatico in occasione della influenza aviaria, della peste suina e della mucca pazza. "Non è elegante dirlo, ma quanti sono stati i morti per l’influenza aviaria?". Infine, Galan ha sottolineato che "da domani, incrociando le dita, ci sarà un controllo in più sulla tracciabilità con l’approvazione alla Camera del ddl sull’etichettatura obbligatoria degli alimenti".

PD: "Fazio informi su controlli". "Quali sono i risultati dei controlli in Italia? Il Ministero della Salute ha terminato quelli sulle uova e preso dei provvedimenti sulle carni di maiale, viste le ultime notizie che arrivano dalla Germania?" È quanto chiede Ignazio Marino, senatore del PD  e presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, in una nota. "Non si può – prosegue Marino – tenere i cittadini all’oscuro di quanto si sta facendo: sarebbe opportuno intervenire subito sulle importazioni della carne di maiale, dato che almeno 19 allevamenti tedeschi risultano contaminati. Nei giorni scorsi, il Ministro Fazio ha assicurato che tutti questi prodotti sono rigorosamente tracciabili. A questo punto, sfruttando proprio la tracciabilità, non sarebbe opportuno bloccare l’arrivo della carne dalle zone a rischio?".

Cia: "Su import controlli più rigidi". Bisogna immediatamente rafforzare i controlli alle frontiere e bloccare tutti i prodotti di maiale (carni fresche, congelate e lavorate e suini vivi) ”a rischio diossina” provenienti dalla Germania. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori che aggiunge che allo stesso tempo occorre ritirare dal mercato la merce sospetta a tutela dei consumatori. Nessun problema, invece, per le produzioni ”made in Italy” che sono sicure e garantite. Da qui l’impellente necessità di una chiara etichetta d’origine che permetta di individuare subito la provenienza che nel nostro Paese dovrebbe essere tra breve una positiva realtà, mentre l’Ue su questo aspetto continua ad avere un atteggiamento incomprensibile.

Coldiretti: "In Italia 220 mln di chili di carne di maiale dalla Germania".
"L’Italia è un forte importatore di carne di maiale dalla Germania, soprattutto destinata alla produzione di prosciutti (circa 13 milioni di pezzi all’anno) per un totale di 220 milioni di chili nei primi nove mesi del 2010 con un aumento del 12% rispetto allo scorso anno". Lo segnala la Coldiretti. Per assicurarsi l’acquisto di prosciutti ottenuti da maiali italiani il consiglio della Coldiretti ai consumatori è quello di rivolgersi direttamente agli allevatori o di scegliere prodotti a denominazione di origine protetta individuabili dal marchio comunitario ‘Dop’ o da quello del Consorzio di Tutela dei marchi italiani. "Una precauzione fino a quando – continua la Coldiretti – non verrà approvata definitivamente la legge sull’etichettatura d’origine annunciata per i prossimi giorni alla Commissione Agricoltura della Camera dopo il via libera alla deliberante concesso da tutti i gruppi parlamentari". E proprio suolla legge, Coldiretti aggiunge: "L’approvazione definitiva prevista per il 18 gennaio è una risposta concreta del nostro Paese ad un’emergenza che sta raggiungendo dimensioni inquietanti".

Analisi negative su uova esportate in Olanda. Sono risultate "negative" le analisi effettuate in Olanda sul lotto di uova importate dalla Germania e sospette di contaminazione. Frederic Vincent ha reso noto oggi che nelle uova è stato trovato un tasso di 0,23 picogrammi di diossina, ”molto inferiore al limite ammesso di 3 picogrammi per grammo di grasso”.  ”Pertanto – ha aggiunto Vincent – anche la partita di uova che dall’Olanda che è stata esportata nel Regno Unito presentava sicuramente un tasso di contaminazione inferiore ai limiti previsti”.