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Coronavirus, come non avere rischi con l’aria condizionata. Buona manutenzione e state a distanza dagli split

Il rischio dell’effetto aerosol si azzera con qualche semplice precauzione. Fate circolare l’aria negli spazi comuni. Attenzione all’uso dei semplici ventilatori

CORONAVIRUS: ARIA CONDIZIONATA

Potremo usare, con tranquillità, l’aria condizionata? E con quali precauzioni? O sarà meglio spegnere gli impianti e patire il caldo? Sono domande incalzanti con l’aumento delle temperature e con previsioni che vedono in arrivo cicli di caldo torrido. E sono domande che hanno avuto una risposta molto equivoca, partita dall’America e rilanciata dai siti di tutto il mondo. Secondo la rivista Emerging Infectious Diseases, la trasmissione del virus attraverso l’aria condizionata è molto probabile, in quanto questi impianti produrrebbero un «effetto aerosol», tale da favorire la propagazione delle micidiali «goccioline».

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ARIA CONDIZIONATA E COVID: RISCHIO CONTAGIO?

Questa notizia, in realtà piuttosto enfatizzata dal titolo della rivista, la possiamo considerare falsa, o quasi. E il rischio dell’uso dell’aria condizionata, sia in casa sia nei locali pubblici, è facilmente gestibile attraverso alcuni fondamentali, ma semplici accorgimenti. Vediamoli uno per uno.

Un’ottima manutenzione. Questa regola è fondamentale in ogni caso, ma a maggior ragione va rispettata nell’epoca del coronavirus. La manutenzione della quale parliamo, per quanto riguarda gli impianti domestici, va fatta ogni anno. E significa una cosa chiara: pulire a fondo i filtri (con acqua e sapone oppure con alcol etilico al 75 per cento) con un panno inumidito, e lasciarli asciugare in modo naturale. Nell’epoca del coronavirus è opportuno aggiungere al lavaggio anche la sanificazione dei filtri. Qui un utile suggerimento per l’acquisto dei filtri.

Nei locali pubblici e negli uffici. Pensate a un bar, a un ristorante, ed a qualsiasi ufficio. In genere hanno impianti a doppia mandata (una pompa per l’afflusso d’aria, una per il deflusso) di ventilazione meccanica controllata (VMC). Questi impianti devono essere sempre accesi, in buon stato di funzionamento e con alcuni parametri fondamentali (temperatura, umidità, etc..) sotto controllo. Va eliminato invece il riciclo dell’aria. Quanto alla manutenzione, bisogna anche qui pulire e sanificare i filtri.

A distanza di sicurezza. Non bisogna stare molto vicini e per troppo tempo a qualsiasi impianto di aria condizionata. Anche la regolazione delle alette degli split va gestita bene, tenendo conto che il rischio maggiore è la vicinanza con una persona infetta per più di 15 minuti. E nei ristoranti che si adeguano alle norme, per fare un esempio, si parla senza mascherine e si rimane per più di 15 minuti.

Corretta areazione degli ambienti. Anche questa regola vale sia per la casa sia per locali pubblici e uffici. C’è bisogno, per motivi di sicurezza, della massima circolazione dell’aria. Gli spazi comuni, dove ci sono più persone vanno ventilate, specie nelle ore del giorno.

Il rischio dei ventilatori. Qualche problema in più, rispetto agli impianti di aria condizionata, può arrivare dai modesti ventilatori. Si tratta di apparecchi che possono veicolare particelle volatili del virus oltre 1 metro e mezzo di distanza. Quando li usate, teneteli sempre alla dovuta distanza di sicurezza. Trovate qui un ottimo modello di ventilatore.

EMERGENZA CORONAVIRUS: COME PROTEGGERSI

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