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Con la crisi serve piu’ tempo per fare la spesa

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La crisi non solo mette in difficoltà con la quarta settimana del mese ma allunga anche i tempi della spesa. Il portafoglio corto insomma fa avere meno fretta e si dilata il tempo trascorso dagli italiani tra gli scaffali di supermercati e negozi a caccia delle offerte migliori. E’ quanto emerge da un sondaggio Coldiretti-Swg che evidenzia l’inversione di una tendenza: dopo anni aumenta il tempo dedicato dalla maggioranza degli italiani (55%) a fare la spesa quotidiana. Ben il 72% dei consumatori dichiara infatti di prestare una maggiore cura e attenzione rispetto al passato alla composizione del proprio carrello della spesa e al miglior rapporto qualità-prezzo.

"Le analisi peraltro confermano – sottolinea la Coldiretti – che il fatto di dedicare più tempo alla spesa consente risparmi notevoli". L’infedeltà al negozio o al supermarket insomma premia, il prezzo dello stesso pacco di spaghetti di identica marca infatti arriva a triplicare da un negozio all’altro, raddoppio nel caso di yogurt e birra, mentre la stessa confezione di latte cresce del 50% da un luogo di vendita all’altro, secondo uno studio sulla dispersione dei prezzi al consumo promosso dalla stessa Coldiretti.

In altre parole, "si può arrivare a dimezzare la spesa senza rinunciare alla qualità o alle proprie preferenze facendo una scelta oculata dei punti vendita, anche se questo comporta disponibilità di tempo in più e una buona dose di tenacia per fare la spola tra i diversi negozi" evidenzia l’organizzazione agricola.

D’altra parte in Italia la tavola è una componente importante della spesa familiare, a cui nel 2010 è stato dedicato un budget di 467 euro al mese a famiglia, pari al 19%. Per questo in tempo di crisi aumenta la necessità di fare acquisti più convenienti. Il tempo necessario a fare la spesa aumenta perchè secondo l’indagine della Coldiretti, "ben il 61% degli italiani confronta con più attenzione i prezzi e il 59% guarda alle offerte 3 per 2, ed è interessante verificare anche che ben il 43% dei consumatori si accerta della qualità dei prodotti e una percentuale analoga verifica la provenienza".

A destare attenzione è dunque – sostiene la Coldiretti – la necessità di risparmiare, ma anche la preoccupazione per la riduzione della qualità dei cibi messi in vendita dalle imprese tentate dal contenimento dei costi nelle materie prime utilizzate. Non a caso infatti, solo il 16% degli italiani dichiara di aver ridotto la spesa alimentare: la consapevolezza dell’importanza della tavola è evidente, se confrontata alla riduzione che ha colpito altri beni di consumo come l’abbigliamento (il 51% dichiara di aver tagliato il budget), le vacanze (50%) o i prodotti tecnologici (34%).