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Come scegliere il miglior panettone? Innanzitutto attenzione ai tempi di lievitazione e al profumo. Cosa sapere per un acquisto di qualità

Sono necessarie 15 ore per preparare l’impasto del panettone e far fermentare il lievito naturale. Il profumo deve essere sempre intenso e il packaging mai in plastica. Leggete sempre bene l’etichetta

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COME SCEGLIERE IL PANETTONE

Arriva il Natale e torna la voglia di panettone, il dolce classico della tradizione natalizia italiana. La maggior parte dei panettoni sono industriali anche se mantengono una lavorazione abbastanza artigianale e possono competere senza problemi con questi ultimi. Ci vogliono 15 ore per preparare la pasta del panettone e far fermentare il lievito naturale. Per preparare gli impasti, metterli negli stampi, cuocerli e successivamente raffreddarli, occorrono invece circa 20 ore.

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COME SCEGLIERE UN BUON PANETTONE

Gli ingredienti contenuti nel panettone sono fissati da una legge del 2006 la quale indica pedissequamente quali siano quelli facoltativi, quelli obbligatori e quante debbano essere le quantità minime di ciascuno. A vederli i panettoni sembrano davvero tutti uguali eppure scegliere quello migliore non è così difficile, bisogna mettere in pratica solo alcuni accorgimenti. Vediamo insieme come scegliere il panettone migliore:

  • Aspetto. Il panettone deve essere bello da vedere, deve possedere una compattezza ed una uniformità che risaltano al primo sguardo. La crosta, che deve essere ben incisa, deve mostrarsi dorata e non avere bruciature. Quando il panettone ha lievitato troppo a lungo, assume una forma a fungo e potrebbe ammuffirsi facilmente. Il panettone è ben lievitato quando i fori presenti nella mollica (gli alveoli) sono grandi e disomogenei. Anche il numero e la dimensione dei canditi possono indicare la qualità del prodotto. Se sulla crosta ci sono molte uvette e canditi, allora ce ne sarà un buon numero anche nell’impasto. Quando se ne taglia una fetta, questa deve letteralmente “sfilarsi” dal resto del prodotto e deve poi sciogliersi in bocca, rivelando, ad uno ad uno i gusti di cui è composto e che devono essere in perfetto equilibrio tra loro
  • Profumo. Appena lo si scarta, il panettone deve emanare una fragranza gradevole e quanto più possibile naturale, dolce, mai acidula. Solo quello che presenta queste caratteristiche olfattive può essere definito un panettone di qualità.
  • L’importanza dell’etichetta. Leggere bene l’etichetta è un dovere per verificare le materie prime, la scadenza, il peso e la tabella nutrizionale di un panettone. Sulla confezione, per legge, deve esserci scritto “panettone” e non “dolce natalizio” perché solo la prima dicitura indica un prodotto originale e non un facsimile. Il vero panettone infatti, deve essere a “fermentazione naturale” con il 40% di burro, il 4% di tuorlo d’uovo, Il 40% di uvetta e avere canditi, farina, zucchero e frumento. Anche il peso riportato in etichetta, deve sempre essere compreso tra i 750 gr e 1,5 kg, perché solo così il panettone non rischia di perdere la sua naturale morbidezza. La scadenza dovrebbe sempre essere breve, perché in tal modo ci si assicura che il prodotto sia privo di conservanti. Oltre alla data di scadenza, l’etichetta deve anche riportare la data di produzione. Il confezionamento, infatti, non deve mai essere superiore a 30 giorni: il panettone dovrebbe essere stato fatto non più di una decina di giorni prima del momento in cui viene consumato.

  • Rapporto qualità-prezzo. Non sempre il prezzo è indicativo della qualità o meno del panettone. Di solito quelli industriali costano dai 3 ai 14 euro al chilo, mentre quelli artigianali possono costare anche dai 20 euro in su. Il panettone, a differenza degli altri prodotti, non subisce il ricarico da parte del venditore, perché questi lo utilizza come “prodotto civetta”, cioè per attirare la clientela, abbassando notevolmente i costi. Dunque, anche se il prezzo del panettone è molto più basso del previsto, ciò non vuol dire che il prodotto sia di scarsa qualità. Spesso, infatti, il costo è legato esclusivamente a logiche di marketing.
  • Il packaging. Il panettone originale sta sempre nella scatola e mai soltanto nel sacchetto di plastica. In quest’ultimo caso si tratta probabilmente di un prodotto con difetto di lavorazione, spesso cotto male e con una forma non omogenea. Per quanto riguarda il costo, la confezione può fare molta differenza tra i prodotti noti, che vi prestano tanta cura e quelli di sottomarca che invece non vi danno molta importanza.
  • Artigianale o industriale. Se è vero che il panettone industriale può competere con quelli artigianali, è vero anche che essendo stati lavorati molto prima di Natale (anche ad agosto), contengono più conservanti rispetto a quelli artigianali, che durano invece qualche giorno. I panettoni con creme e farciture sono meno naturali di quelli che ne sono privi.
  • Panettoni vegani e senza glutine. Anche i vegani e i celiaci possono gustare il panettone perché nella grande distribuzione se ne trovano privi di glutine e vegani. Sempre più frequenti anche i prodotti completamente biologici, senza conservanti, coloranti e additivi. Anche nel caso del panettone biologico è sempre buona norma leggere l’etichetta.

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