Come lavare le mascherine - Non Sprecare
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Mascherine, si lavano con alcol al 70 per cento. E si sanificano ad alte temperature, sopra i 60 gradi

Devono asciugare per almeno mezz’ora in un luogo protetto. Ed essere conservate in una busta di plastica fino al momento del riutilizzo

Dovremo convivere ancora a lungo con le mascherine. Un dispositivo importante, come afferma anche la biologa Agnese Colino, supervisore scientifico della Fondazione Umberto Veronesi, che ha realizzato un ottimo video tutorial sull’uso delle mascherine e dei guanti per il contenimento dell’epidemia, soprattutto da parte di quelle persone (medici, infermieri, operatori sociosanitari, forze dell’ordine) che possono venire a contatto con i malati, ogni giorno. Questo presidio medico diventa obbligatorio in seguito a un decreto dell’aprile 2020 che ne dispone l’uso nei spazi confinati e all’aperto, laddove non sia possibile il cosiddetto distanziamento sociale. Come è facilmente intuibile, la distanza fisica tra persone è infatti un’altra delle misure da adottare per evitare la trasmissione del virus, così come è fondamentale lavarsi le mani e non toccarsi assolutamente il viso, la bocca, gli occhi e il naso.

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COME LAVARE LE MASCHERINE

Quando si parla di mascherine, si parla essenzialmente, all’inizio come ora, di mascherine di tipo chirurgico che riducono il rischio, da parte di chi le indossa, di contagiare il prossimo. Questo tipo di mascherina, infatti, ferma l’uscita delle goccioline che vengono emesse quando si parla o quando si starnutisce. Tale mascherina non protegge però chi la indossa. Mentre invece le mascherine con il filtro FFP2 oFFP3, senza valvola, riservate al personale medico o a chi si trova a contatto con i malati, proteggono dal contagio altrui. Esistono poi le mascherine cosiddette “egoiste”, cioè quelle con valvola che proteggono solo chi le indossa ma se è un malato ad indossarle, gli altri non vengono protetti dal possibile contagio.

come lavare le mascherine

COME SANIFICARE LE MASCHERINE

Dalla mascherina chirurgica a quelle FFP1/FFP2/FFP3, la cosa che ci si chiede è se questo presidio possa essere riutilizzato ed eventualmente in che modo. Si parta dall’assunto che tutte le mascherine dovrebbero essere monouso ma che è possibile, per evitare sprechi, sanificarle, soprattutto perché ci sono stati momenti in cui è apparso assai difficile reperirne, anche nelle farmacie. Ormai l’uso delle stesse è diventata un’abitudine quotidiana, alla quale dobbiamo abituarci, perché la convivenza potrebbe essere piuttosto lunga. Su come si indossi, non abbiamo più particolari dubbi. Bisogna lavarsi le mani prima di metterla sul volto, coprire naso e bocca e cercare di non toccarla con le mani. Dunque, vediamo, a questo punto, come si possono lavare e sanificare le mascherine, anche in vista di un possibile ritorno autunnale della pandemia.

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COME IGIENIZZARE LE MASCHERINE

  • La mascherina chirurgica va tolta prendendola sempre dagli elastici, senza mai toccare la parte esterna. A questo punto, essa va posizionata su una superfice piana e le va spruzzato sopra dell’alcool al 70%, bagnandola anche sul lato opposto, elastici compresi. Poi, va messa ad asciugare per almeno mezz’ora in un luogo protetto. Riponetela, infine, in una busta di plastica. La mascherina è così pronta per essere riutilizzata. Dopo averla tolta, bisogna lavarsi le mani con una soluzione alcolica.
  • Per quanto concerne le mascherine FFP1/FFP2/FFP3, queste devono essere sanificate esponendo entrambi i lati ad alte temperature, superiori ai 60°, utilizzando il vapore del ferro da stiro o il phon. Ovviamente, la mascherina sanificata non deve essere rovinata, altrimenti il rischio di contaminazione diviene altissimo. 
  • Le mascherine riutilizzabili possono anche essere lavate a 60° con detersivo comune per i panni. Spesso i produttori delle stesse danno indicazioni sulle modalità di lavaggio.
  • Come suggerisce lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, nel suo documento “Istruzioni d’uso per la sanitizzazione delle mascherine monouso di protezione individuale in emergenza da COVID 19”, il trattamento in questione deve essere riservato a quelle mascherine usate in quelle circostante nelle quali il rischio di contagio è basso e dunque se ne può disporre il riuso. Il lavaggio e la sanificazione sono assolutamente sconsigliate nel caso in cui le mascherine siano state adoperate da persone venute a contatto con individui infetti o con ambienti in cui il rischio di contagio fosse alto. In tali casi vanno assolutamente gettate via. Dunque le mascherine vanno sanificate quando siano state utilizzate per attività quotidiane e quando non si è stati a contatto con i malati.

come lavare le mascherine

Come è stato spiegato dall’Istituto superiore della Sanità, le mascherine, così come i guanti usati, debbono essere gettati nell’immondizia indifferenziata, non prima di averli chiusi in un sacchetto ben, per evitare che si disperdano nell’ambiente e che gli operatori ecologici possano entrarvi in contatto. Quando si è positivi al Coronavirus, su indicazione dell’ISS, bisogna interrompere la raccolta differenziata e gettare tutto in uno stesso contenitore a pedale, utilizzando due o tre strati di sacchetti. Nel chiudere questi ultimi, vanno usati i guanti e poi bisogna lavarsi accuratamente le mani.

Se si è in giro, mascherine e guanti non vanno mai gettati nei cestini dei rifiuti che si trovano per strada ma è meglio attendere di disfarsene in casa propria. Buttare le mascherine per strada, infatti, non è solo incivile dal punto di vista etico ma potrebbe avere un impatto ambientale e sanitario gravissimo, dato che tali dispositivi sono veicoli di infezione.

SPECIALE CORONAVIRUS:

 

 

 

 

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