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Come funziona il “muro solare”

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Uno dei problemi maggiori per chi si accinge a costruire una casa ecosostenibile è il riscaldamento? Come rendere calda e confortevole le stanze senza sprecare energia? Un’alternativa valida è il muro solare, una delle tecnologie maggiormente diffuse ed utilizzate dall’architettura bioclimatica: un sistema a guadagno solare indiretto, costituito da una parete in muratura o calcestruzzo che immagazzina il calore e lo trasferisce all’interno dell’abitazione. Per svolgere questa azione, i muri solari devono essere rivolti a sud e verniciati con colori scuri. La superficie esterna deve essere protetta da una vetrata, (solitamente disposta a 10 cm circa dal muro), così da ridurre le dispersioni di calore, che rimarrà intrappolato nell’intercapedine. Ogni singolo componente è pensato per ottenere il massimo guadagno solare.

La muratura (o il calcestruzzo), fa da massa termica per l’accumulo, immagazzinando il calore esterno, che verrà poi rilasciato all’interno; mentre la verniciatura scura consente alla parete di assorbire più radiazione solare. Secondo gli studi sul colore, una parete verniciata di nero, ad esempio, arriva ad assorbire il 95% della radiazione solare incidente, mentre con una parete dipinta di blu si raggiunge il 90%. Con il rosso, invece, si scende all’84%.

Vi sono ben due tipi di muri solari. I muri detti massivi, ovvero privi di aperture, e muri di Trombe (che prendono il nome dall’inventore, il chimico industriale Felix Trombe), dotati di aperture sia in alto che in basso, per consentire la ventilazione naturale all’interno dell’ambiente riscaldato. Ma quali sono i vantaggi dell’installazione di un muro solare? in primis, le ridotte variazioni di temperatura nello spazio abitato, il ritardo tra l’assorbimento dell’energia solare e il rilascio nell’ambiente, ma soprattutto la maggiore privacy e semplicità di dimensionamento rispetto ad un sistema di guadagno solare diretto.

Fonte: Ecoseven