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Cibo spazzatura: più calorie ad un prezzo più basso

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Una ricerca americana condotta dall’Università di Washington sul tema obesità ha dato questi risultati: i consumatori che hanno un budget fisso possono acquistare sul mercato cibi preconfezionati e bevande con un numero di calorie molto più elevato che se acquistassero direttamente i loro ingredienti di base: frutta, vegetali o farinacei. Con un dollaro si può acquistare in America 1.200 calorie di biscotti o di patatine fritte, ma solo 250 calorie di carote. Lo stesso dollaro può comprare circa 850 calorie di bibita analcolica, ma solo 159 calorie di succo d’arancia naturale!

La ricerca è molto interessante perché offre l’esatta idea della relazione tra ricchezza, alimentazione e mercato. I risultati dicono che maggiore è la condizione di povertà, maggiore la tendenza all’obesità. Apparentemente un controsenso, questi risultati ci fanno riflettere sulla reale qualità dei nostri consumi, in relazione a ciò che contengono veramente ed alla loro accessibilità secondo prezzo.

La ricerca è proseguita con un’analisi campione all’interno di 30 supermercati dove sono stati presi in esame cibi di vario genere: frutta fresca, vegetali, carni, ma anche bevande preconfezionate, snack ed altri cibi pronti. Nella comparazione secondo singole porzioni non è stato considerato solo l’apporto calorico ma anche i valori relativi a sodio e zucchero.

Generalmente il risultato è stato lo stesso: il cibo o la bevanda economicamente conveniente presenta un alto contenuto di calorie dato anche da un’alta presenza di sodio o di zucchero a seconda che la pietanza sia salata o dolce. In questi cibi, nella quasi totalità dei casi presi in esame, cè una bassa presenza di elementi nutritive che ritroviamo, insieme ad una minor quantità di calorie nei cibi freschi.

Morale della favola? Ogni volta che il portafogli ce lo permette scegliamo cibi sani e naturali e mettiamo a freno l’idea del gusto a basso costo. La saluta certamente ci guadagna.

Fonte: Ecoseven