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Camoscio appenninico: ne erano rimasti solo 30 esemplari, ora sono quasi 2mila

Contro ogni previsione, i camosci appenninici hanno sconfitto l’estinzione e sono tornati a ripopolare le montagne del Parco d’Abruzzo e di altri quattro importanti Parchi italiani. E questo grazie al lavoro di un'equipe di biologhe italiane.

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CAMOSCIO APPENNINICO – Erano quasi scomparsi completamente, ne erano rimasti solo 30 esemplari arroccati su un fortino di rocce in alta quota in Abruzzo. Ora se ne contano invece quasi 2mila in 5 diversi parchi d’Italia: stiamo parlando del camoscio appenninico, salvo grazie a una equipe di biologhe e a una tecnica “familiare” di ripopolamento.

Come leggiamo su La Repubblica, nell’articolo di Antonio Cianciullo, i camosci appenninici, contro ogni previsione, hanno sconfitto l’estinzione  e sono tornati a ripopolare non solo le montagne del Parco d’Abruzzo ma anche il Parco Nazionale della Majella,  il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e il Parco Naturale Regionale Sirente Velino.

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IL RIPOPOLAMENTO DEL CAMOSCIO APPENNINICO – E questo grazie a una equipe di biologhe italiane impegnate nei cinque parchi per contrastare la scomparsa di un animale simbolo del nostro Paese nominato ora anche come “l’ambasciatore dei parchi” non solo perché la sua presenza è un indicatore dello stato di salute dell’ambiente ma anche perché, pur essendo una specie super protetta, non è difficile incontrarlo nei parchi.

Un successo importante e tutto made in Italy che, non solo ha permesso di aumentare la popolazione ma ha anche evitato che un’eventuale epidemia la azzerasse.

Nella nostra gallery, alcune delle immagini del camoscio appenninico tratte dal sito del Parco Nazionale d’Abruzzo:

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