Bio kibbutz: ecologia ambientale, culturale e sociale - Non sprecare
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Bio kibbutz: come si vive a impatto zero sul pianeta

Vediamo come si vive in un bio kibbutz dove le case sono costruite in maniera ecosostenibile e vigono 3 regole: ecologia ambientale, ecologia culturale ed ecologia sociale.

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BIO KIBBUTZ –

In un paese  all’insegna del progresso, del consumismo e dei prodotti geneticamente modificati si può vivere in maniera ecosostenibile (nel nostro sito ne trovate tantissimi): c’è un posto dove coltivare prodotti bio, abitare in case di paglia e fango.

LA STORIA: Emmanuel Giboulot, viticoltore biodinamico simbolo della Resistenza Naturale

COS’E’ UN BIO KIBBUTZ –

I kibbutz sono forme associative di lavoratori che credono nell’ideale del bene comune e lavorano gli uni per gli altri. Un bio Kibbutz è costituito sui concetti di ecosostenibilità ambientale, morale e sociale, raggiunti attraverso il rispetto per i cilci vitali di ogni cosa.

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VIVERE IN MANIERA ALTERNATIVA –

Il denominatore comune che spinge le persone a volersi unire in un bio kibbutz è la volontà di una fuga dalla società dei consumi, l’avvicinamento alla natura, l’uso dell’energia rinnovabile e la possibilità di vivere a contatto con la natura, rispettando, in questo modo, l’ambiente circostante e lasciando ai propri figli un futuro migliore senza impattare troppo sul pianeta con stili di vita che puntino sul risparmio energetico.

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VIVERE A IMPATTO ZERO

Vivere in maniera alternativa vuol dire mettere in pratica l’agricoltura organica, tutti i tipi possibili di medicina alternativa, stili educativi alternativi, produzione e consumo di energia solare, utilizzo e riciclo di acqua e rifiuti, edilizia ecologica. Molti di questi kibbutz hanno le case costruite con fango e paglia.

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