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Bibliomotocarro: il maestro che gira l’Italia per far appassionare i bimbi alla lettura

Ha percorso oltre 100mila km per portare i libri ovunque, anche nei posti più impervi, e far appassionare i piccoli alla lettura. La chiave vincente è stata coniugare tradizione e innovazione: libri e tecnologia

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BIBLIOMOTOCARRO –

Da 16 anni Antonio La Cava, ex maestro in pensione da cinque anni, promuove la lettura e la scrittura con il suoBibliomotocarro. Lo abbiamo incontrato a Borgofuturo, il festival della sostenibilità che si è svolto a Ripe San Ginesio, in provincia di Macerata.

“Nella mia vita ho sempre insegnato – racconta La Cava – e negli anni ho colto un affievolimento di interesse tra la fanciullezza e il libro. Si pensava che il libro fosse superato e per questo ho sentito il bisogno di dare un grido di allarme, perché se i nuovi mezzi sono indispensabili, i libri sono insostituibili”.

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Così ha allestito un primo motocarro e l’ha fatto diventare una biblioteca itinerante con cui ha percorso 100mila km di cui 80mila solo in Basilicata, la sua Regione d’origine.

“Questo è il terzo mezzo ed è in preparazione il quarto – dice Antonio –. Il mio intento è quello di avvicinare i più piccoli alla lettura attraverso attività tradizionali, come il prestito di libri, ma anche ‘innovattive’ e cioè nuove e interattive”.

L’intuizione è stata quella di utilizzare il fascino che i bimbi nutrono per i nuovi mezzi tecnologici applicandoli e coniugandoli ai volumi per l’infanzia. Questo con lo scopo di produrre video di animazione cinematografica, ma anche cortometraggi a partire proprio da testi letterari.

I laboratori che Antonio La Cava ha inventato sono due: il primo si chiama “Entrare con la testa e uscire con gli occhi”: “Per prima cosa – spiega il maestro – i bambini devono leggere diverse storie, poi sceglierne una. A quel punto la storia viene illustrata con dei disegni e poi, con la telecamera e il computer, le immagini vengono animate dagli stessi bambini con l’aiuto degli esperti”.

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L’altra possibilità è “Dalla pagina al mondo”. “In questo caso – sottolinea Antonio – il risultato è la produzione di un cortometraggio. Il testo letterario viene sceneggiato e poi si scelgono gli attori per ogni parte, il luogo e poi si filma. Il video montato viene poi proiettato nel cinema itinerante del bibliomotocarro”.

È questa la formula che l’ex maestro ha deciso per coniugare la tradizione rappresentata dal libro con la modernità dei nuovi mezzi, dai tablet alle telecamere. “Il nostro obiettivo – prosegue – è quello di far appassionare i bimbi alla lettura, perché abbiamo verificato che altrimenti annoia. Ecco perché è utile proporre una commistione tra ciò che li attrae, cioè le nuove tecnologie, e ciò che è importante che conoscano e si abituino a fare: leggere.

Il risultato è molto positivo: “ci accorgiamo che dopo i laboratori i più piccoli rimangono affezionati ai libri e soprattutto alla lettura” saluta il maestro.