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Tempo di Quaresima, e se imparassimo a digiunare una volta ogni dieci giorni?

I cristiani prendono poco sul serio questa pratica religiosa, che invece è molto seguita nell’ebraismo e dagli islamici. Etica e religione a parte, rinunciare ogni tanto al cibo è una grande scelta di salute.

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BENEFICI DEL DIGIUNO –

Il tempo della Quaresima, per la Chiesa Cattolica, è un momento di grande spiritualità. Il digiuno è da un lato il distacco dal potenziale peccato, con il Satana tentatore che ci prova (inutilmente) anche con Gesù, e dall’altro una forma di solidarietà a Cristo nei giorni della sua sofferenza che lo porteranno alla morte in croce.

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VANTAGGI DEL DIGIUNO –

Chi crede ha sempre un vantaggio: arrivare alle cose che contano quasi in modo naturale. Il digiuno non è una vessazione, ma migliora l’anima e avvicina a Dio. In realtà noi cristiani lo prendiamo poco sul serio, anche in tempo di Quaresima (vi risultano famiglie che lo praticano?), al contrario delle altre religioni monoteiste. Nell’ebraismo il digiuno dello Yom Kippur, Giorno dell’espiazione, è assolutamente obbligatorio, come il Ramadan, per purificare corpo e spirito, per gli islamici. E forse anche questa differente intensità rispetto alla pratica religiosa del digiuno spiega un certo declino del cristianesimo, della sua forza spirituale, rispetto al fascino crescente di altre religioni monoteiste.

IMPORTANZA DEL DIGIUNO –

Ma il digiuno è un’occasione per riflettere, non solo da credenti. Se sommate l’aspetto etico, una forma di auto-controllo in ogni caso delle proprie pulsioni, con quello salutista, avrete una spiegazione delle sue potenzialità. A prescindere in questo caso dalla fede. Un digiuno, non punitivo, ma salutare, ogni 10-15 giorni può essere prezioso per il fisico e per la mente. Non tanto perché ci aiuta a dimagrire, per quello esistono le diete e lo sport, quanto perché serve ad avere un rapporto meno compulsivo e sprecone con il cibo. Ed a ricordarci di quanto abbiamo sempre e comunque bisogno di depurarci. Dentro e fuori.

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