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App per la salute, tutto quello che c’è da sapere, tra opportunità e rischi

Le app mediche potrebbero offrire un risparmio per la sanità pubblica globale di 99 miliardi e una crescita annua del comparto del 30 per cento. Tuttavia, occorre riconoscere le app valide e sapere come utilizzarle al meglio, evitando i rischi connessi con privacy e diagnosi imprecise.

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APP PER LA SALUTE –

Le istituzioni, nazionali e internazionali, hanno già captato la mole del tema e hanno cominciato a stilare rapporti per giungere a una regolamentazione e al censimento delle app con scopi medici. Al riguardo, il Libro verde della Commissione Europea sulla mHealth (mobile health – salute portatile) redatto nel 2014, sanciva l’esistenza di circa 100mila app, di cui le 20 più famose e gratuite risultavano installate su 231 milioni di dispositivi mobili. Inoltre, in soli due anni, le stime sul numero reale di questo tipo di app è quasi raddoppiato, arrivando a toccare le 165mila unità, secondo l’Associazione Italiana Ingegneri e la statunitense Ims Health.

Numeri, questi, che muovono interessi da molte parti, a cominciare dal valore del mercato che queste app generano. Se, infatti, la metà del genere umano avrà uno smartphone entro il 2017 (come già si calcola sarà), e se solo la metà di queste possedessero queste app e le utilizzassero in modo appropriato, allora le opportunità anche economiche consisterebbero in un volano importante. Si stima, al riguardo, che il risparmio per il sistema sanitario globale – inteso come somma dei sistemi sanitari nazionali – potrebbe ammontare a 99 miliardi di euro. Inoltre, come stabilito dagli studi sulla salute digitale di Altreconomia, il mercato della e-Health ha una prospettiva di crescita del 30 per cento annuo.

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APP SALUTE E BENESSERE –

La varietà di funzioni di queste App è enorme, come si può facilmente immaginare data l’entità dei numeri appena esaminati. C’è la App per controllare i cicli regolari del sonno, quella che ti avverte nei giorni più fertili per la fecondazione se si sta progettando di avere un figlio, così come la App che ti aiuta a monitorare tutte le fasi della gravidanza e, ancora, quella che tiene d’occhio tutti i movimenti e “suoni” del tuo bambino quando sta dormendo. Poi esiste l’app che ti controlla la pressione e quella che misura la temperatura corporea di tutta la famiglia, per tenere sotto controllo la febbre di tutti i tuoi cari, oppure quella per tracciare le dinamiche delle tue emicranie, così da avere grafici e dati affidabili su cui basarsi e da cui partire per progettare una cura efficace.

APP PER LA SALUTE: RISCHI E SOLUZIONI –

La varietà, ovviamente, nasconde però il rischio dell’abuso e della confusione. Infatti, la Federazione Italiana di Medicina Generale avverte chele app non possono sostituire una buona pratica clinica, perché per un medico non esistono depressione, diabete o ipertensione, ma esistono il singolo paziente diabetico, depresso o iperteso”. La generalizzazione necessaria degli algoritmi delle app sono un lato negativo della digitalizzazione della cura della salute, come lo è il problema di riconoscere una app medica da una di fitness o, ancora, di riconoscere una app certificata da un ente farmaceutico o da un’associazione medica. Inoltre, la certificazione non è sinonimo di sicurezza, basti pensare che nascono società scientifiche proprio in corrispondenza del lancio di un farmaco – per conferirgli un “bollino” di sicurezza, che però non certifica una consistente appropriatezza clinica.

A risolvere questa confusione sta pensando il Ministero della Salute, che entro l’anno ha promesso di redigere un nuovo report sul corretto utilizzo di queste app, indicando in primis quali app siano considerabili scientificamente valide e quali no – sulla scia di quanto fatto in Gran Bretagna e in Germania. Il report dovrà presentare necessariamente anche una disciplina legale di tali app: i dati da raccolti sono estremamente sensibili e il tema della privacy è sempre centrale quando si parla di cloud e dispositivi mobili.

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MIGLIORI APP PER LA SALUTE –

Anche qui le opportunità sono esponenziali: alla Apple stanno pensando al trasferimento dei dati dell’HealthKit (le App Salute presenti in tutti gli iPhone e iWatch) sui pazienti a diverse strutture mediche, che possano disporre di questi dati, consentendo ai medici di estrapolare facilmente le informazioni più utili, utilizzandole con più velocità quando serve. Ovviamente però, il rischio che i dati siano dispersi o non arrivino al solo destinatario designato, sono alti. Occorre, perciò, che queste app rispondano a particolari standard di cyber-security per far sì che tali rischi siano minimizzati.

L’innovazione che viene dal mondo dell’eHealth ha portata rivoluzionaria. Basti pensare, per ultimo, che si sta progettando una app che aiuti i medici a trovarsi più velocemente durante le emergenze – considerato che tra il 10 e il 15 per cento del tempo speso in corsia, è quello che occorre a medici e infermieri per trovarsi. Affinché, però, le opportunità che questo nuovo comparto offre siano in armonia con l’evitare i rischi connessi, la regolamentazione, comunicazione e collaborazione tra enti istituzionali e società scientifica è indispensabile.

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