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La Marcuzzi felice di controllare il figlio con la sua app. Ma così non è una caccia all’uomo?

La soubrette si presenta da Fazio con lo smartphone e racconta in diretta: «Geolocalizzo mio figlio di 17 anni, ogni minuto». Un metodo rozzo e violento. Più utile a sfumare le ansie delle mamme che a educare alla responsabilità.

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APP PER CONTROLLARE I FIGLI

Forse pensava solo di fare una battuta spiritosa e accattivante per il grande pubblico di Rai1. Forse ha solo confuso il salotto di Fabio Fazio con una puntata del Grande Fratello o dell’Isola dei famosi. In ogni caso, speriamo solo che Alessia Marcuzzi non voleva fare una cosa: mostrare alle mamme italiane come si educa, inseguendolo, un figlio.

La showgirl si è presentata da Fazio con il suo smartphone e in diretta ha mostrato come segue Tommaso, il suo figlio di 17 anni che intanto studia in Inghilterra. «Lo geolocalizzo, adesso è in camera sua… no, è nel dormitorio delle ragazze…» E giù sorrisi divertiti e compiaciuti per lo scalpo conquistato.

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APP PER GEOLOCALIZZARE FIGLI

La Marcuzzi è bella, solare, simpatica, eccellente professionista. Ma non auguriamo a nessun Tommaso d’Italia di avere una mamma che lo segue con i suoi metodi. Sono assolutamente controproducenti, rozzi, più adatti ad ammorbidire le ansie patologiche di mamme inadeguate che non davvero a sorvegliare ragazzi che devono semplicemente fare la loro vita. Sono il sintomo, confermato dalla popolarità del video della Marcuzzi che geolocalizza il figlio sul web, di un’educazione che ai metodi violenti dell’Ottocento ha sostituito i metodi, altrettanto violenti, del Duemila, il secolo nel quale la tecnologia domina e ci domina. Fino a invaderci nella sfera più intima della persona: la nostra vita privata, quotidiana, quella che ci fa sentire ed essere davvero liberi e responsabili.

Quando un nostro genitore, magari solo per accumulare notizie che mancavano attraverso il dialogo diretto, sbirciava nella nostra posta, nelle carte del comodino, tra qualche lettera privata, diventavamo delle furie. Giustamente. Sentivamo quei gesti come dei colpi di frusta, e ci ribellavamo. Adesso i ragazzi subiscono, senza saperlo, una violenza elettronica ancora più forte, vista la sua pervasività.

Nel video, Alessia Marcuzzi ospite a “Che tempo che fa” di Fabio Fazio:

(Fonte: Repubblica.it)

PER APPROFONDIRE: Super mamme, voler tenere tutto sotto controllo può diventare un problema serio

COME CONTROLLARE I FIGLI CON IL CELLULARE

Basta fare un giro su Internet e si scoprono decine, sì: decine, di applicazioni che consentono di seguire i figli a distanza. Di geolocalizzarli, per vedere in diretta che cosa stanno facendo. Apple, Android, Windows, e giù a scendere: una lista infinita, tutte app a pagamento. Anche la violazione della privacy diventa merce e fa prezzo.

APP PER MONITORARE POSIZIONE FIGLI

Che ragazzi possono crescere con queste ossessioni di mamma e papà? Dove sta l’angolo remoto della loro autonomia? La libera facoltà di sbagliare, di cadere e di rialzarsi? C’è un vuoto che nessuna app può riempire e si apre quando la privacy di una persona è violata, anche per i migliori fini. Immaginate in che razza di mondo ci troveremmo a vivere se ognuno di noi si mettesse a spiare figli, nipoti, mariti, mogli, dipendenti, attraverso le app che geolocalizzano. Una caccia all’uomo (o alla donna) sulla quale purtroppo, nonostante il fascino ancora integro di Alessia Marcuzzi, non c’è proprio nulla da ridere.

POCHE REGOLE PER EDUCARE BENE I FIGLI:

  1. Educazione dei figli, siamo troppo protettivi e ansiosi. E cresciamo ragazzi poco indipendenti
  2. Favole per i bambini, riprendiamo a leggerle a figli e nipoti. È un’ottima abitudine
  3. I no che dobbiamo imparare a dire ai figli, tornando a parlare con loro
  4. Genitori elicottero, state attenti: potete fare molti danni ai vostri figli
  5. Come incoraggiare i figli. E farli crescere più sicuri