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Gli assorbenti contengono troppe sostanze tossiche. L’allarme, ignorato in Italia, dell’Agenzia francese per la sicurezza sanitaria. C’è anche il glifosato

Sono tanti gli anni che ogni donna, mediamente, passa con la necessità di utilizzare gli assorbenti e i tamponi. Che poi vengono smaltiti male, intasano le fogne e inquinano il mare. Come evitare i rischi per la salute: ecco le alternative naturali

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ALTERNATIVE AGLI ASSORBENTI USA E GETTA

Per le donne le mestruazioni e le perdite sono un problema non solo di igiene, ma anche di sicurezza sanitaria. Sono tanti gli anni di vita che una donna passa con la necessità di disporre di assorbenti. E purtroppo i dubbi sui rischi di questi prodotti non sono ancora stati sciolti. L’ultimo allarme arriva da un’Autorità neutrale e di primo livello, ovvero l’Agenzia francese per la sicurezza sanitaria (Anses). Un vero Sos stranamente ignorato in Italia, forse per non disturbare gli interessi dei grandi gruppi industriali che presidiano il settore. Secondo l’Anses, gli assorbenti sono carichi di sostanze tossiche. Innanzitutto ci sono i pesticidi come il lindano e il quintozene, il cui uso è vietato in Europa già dal 2000.

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COSA CONTENGONO GLI ASSORBENTI

Come mai allora ai grandi marchi del settore degli assorbenti è concessa, nel silenzio totale, una sorta di deroga? E per quale motivo possono usare, senza segnalarlo in etichetta, sostanze vietate dall’Unione europea? Da chi sono protetti? Un’altra micidiale sostanza tossica trovata negli assorbenti industriali è il famoso pesticida glifosato, prodotto dalla Monsanto e al centro di un vero braccio di ferro per la sua definitiva eliminazione. Visto che viene considerato probabile, perfino da parte dell’Organizzazione mondiale della Sanità, il pericolo che possa essere cancerogeno. Poi l’Anes ha trovato tracce di idrocarburi aromatici, diossine e furani. Tutte sostanze da effetti cancerogeni, altamente tossiche e dannose alla salute. Gli assorbenti, insomma, prima di essere un prodotto per l’igiene intima della donna rappresenterebbero un focolaio di gravi pericoli per la loro salute.

SOSTANZE TOSSICHE NEGLI ASSORBENTI

Da dove arrivano le sostanze tossiche individuate dall’Anses? Qui l’Agenzia francese mette le mani avanti e non indica certezza, ma denuncia due enormi limiti: la documentazione fornita dalle aziende che producono gli assorbenti è giudicata “del tutto insufficiente” proprio nella parte dei materiali di fabbricazione e della loro provenienza. In secondo luogo, i controlli presso i produttori sono stati finora talmente carenti che non è stato possibile identificare con precisione la genesi delle sostanze tossiche.
Quindi si procede per ipotesi da approfondire con ulteriori controlli e ricerche. Diossine e idrocarburi tossici, gli stessi che si trovano nei gas di scarico delle auto e nei mozziconi di sigarette, potrebbero dipendere dalle tecniche di assemblaggio o di confezionamento ad alta temperatura degli assorbenti. In generale, gli esperti dell’Anses puntano il dito sulle materie prime, che non sono selezionate con sicurezza. E spesso con metodi utili sul piano del marketing, ma dannosi per la salute: lo sbiancamento degli assorbenti è un processo chimico che genera la formazione di diossine e furani.

Alla fine dello studio, e dopo una serie di allarmi, l’Autorità francese per la sicurezza sanitaria, quasi come se non volesse disturbare il manovratore, se la cava con un generico appello agli industriali del settore per “eliminare e ridurre il più possibile la presenza di queste sostanze“. Troppo poco, anche se qualcosa in più del silenzio tombale che circola in Italia. E troppo poco perfino rispetto a un paese che di solito è sempre dalla parte dei produttori più che da quella dei consumatori, gli Stati Uniti, dove comunque gli assorbenti rientrano nella categoria dei prodotti medici, e dunque per essere messi in vendita devono superare tutti gli esami previsti per un qualsiasi farmaco.

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ALTERNATIVE ECOSOSTENIBILI AGLI ASSORBENTI USA E GETTA

In attesa che la situazione si sblocchi anche in Europa, e che i dati sui danni delle sostanze tossiche degli assorbenti diventino più certi e più sostanziosi per quanto riguarda gli effetti sulla salute delle donne, noi vi indichiamo le possibili alternative naturali. Grazie alle quali i pericoli si riducono a zero. Non solo. Con queste alternative, fareste un grande regalo all’ambiente. Purtroppo le donne smaltiscono molto male gli assorbenti: con i tamponi rappresentano il 75 per cento delle cause degli intasamenti delle fogne. Per non parlare dell’inquinamento marino, dove la componente assorbenti gioca un ruolo, negativo, essenziale. E veniamo alle più pratiche, economiche e salutari alternative ai prodotti accusati di contenere sostanze tossiche.

  • Assorbenti con il cotone biologico

Bisogna fare tanta attenzione: sul mercato, e anche sul web, circolano una serie di assorbenti che si presentano come bio, ma in realtà non lo sono. I vincoli delle etichette non sono stringenti, e gli imbrogli diventano molto frequenti. Però il consumatore può facilmente verificare se l’assorbente è stato realizzato con cotone davvero biologico, ovvero da una fibra coltivata senza fertilizzanti e senza concimi chimici. Non deve avere odori e profumi, né contenere cellulosa, e non deve essere stato trattato con polveri chimiche.

  • Coppette di silicone e tamponi in spugna

Sono due valide alternative ai prodotti che hanno contenuti chimici, e sostanze giudicate dannose per la salute. In entrambi i casi si tratta di prodotti lavabili, che facilmente si trovano in commercio, e non usa e getta.

La coppetta mestruale è una coppa molto morbida, che viene inserita all’interno del corpo femminile e raccoglie il flusso mestruale. Essendo prodotta in silicone anallergico si può sterilizzare di volta in volta, e riutilizzare. Inoltre è adatta alle persone allergiche ai classici assorbenti. Dura circa 10 anni e costa, in media, 15 euro.

Gli assorbenti lavabili sono uguali ai classici assorbenti ma si possono lavare e riutilizzare. Vengono prodotti in materiali anallergici in modo da potersi adattare anche alle esigenze delle persone che non tollerano gli assorbenti tradizionali. Si lavano tranquillamente in lavatrice (senza ammorbidente che potrebbe comprometterne il potere assorbente) e durano per anni.

  • Assorbenti fai-da-te

È la categoria più interessante delle alternative naturali. Basta tornare indietro nel tempo, andando avanti in realtà sul piano della salute e delle certezze sanitarie, e da un panno lavabile, o da una spugna, come facevano le nostre nonne, si possono realizzare assorbenti fatti in casa. Lavabili, sicuri, e portatori di un grande risparmio, considerando l’alto consumo in generale degli assorbenti.

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