Adozioni internazionali: finalmente diventeranno più semplici? | Non Sprecare
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Adozioni internazionali: finalmente diventeranno più semplici?

Il governo prova a dare una scossa sul fronte delle adozioni internazionali di bambini che in Italia sono crollate in seguito a procedure cervellotiche e imbottite di ostacoli burocratici ed a costi insostenibili.

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Buone notizie sul fronte delle adozioni internazionali di bambini, in calo in Italia causa delle procedure complicate e imbottite di ostacoli burocratici e a costi insostenibili. Il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, ha infatti nominato, con un decreto ad hoc, una commissione di esperti che dovrà studiare i radicali cambiamenti delle norme, per poi farne una legge da approvare in Parlamento.

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IL PERCHE’ DEL CROLLO DELLE ADOZIONI INTERNAZIONALI – Ricordiamo, infatti, che nel mondo ci sono 168 milioni di bambini abbandonati, mentre in Italia migliaia di famiglie sono in attesa di un provvedimento favorevole del tribunale dei minori. Ma le adozioni internazionali, negli ultimi anni, sono crollate da più di 6mila a circa 3mila l’anno. Perché? Procedure complicate e rigide, con eccessivi poteri (e carichi di lavoro) concentrati nelle mani dei tribunali dei minori e costi esorbitanti.

Adesso la commissione della Cancellieri dovrà fare la sua proposta per cambiare le norme, e almeno stando al contenuto del provvedimento non dovrebbe trattarsi del solito sistema all’italiana per prendere tempo, consultare gli esperti e poi non decidere nulla. Il ministro ha fissato una scadenza per il lavoro della commissione: sei mesi, entro i quali le proposte dovranno essere definite. La commissione è presieduta da una persona molto seria, Fernanda Contri, vice presidente emerito della Corte Costituzionale, e ne fa parte anche Marco Griffini, presidente dell’Associazione Amici dei bambini, che sulle adozioni internazionali ha fatto da anni una battaglia di civiltà alla quale ha aderito anche www.nonsprecare.it. Auguri alla commissione, e aspettiamo i risultati concreti.

GUARDA L’INTERVISTA Marco Griffini, presidente Ai.Bi.