Sigarette elettroniche: perché sì e perché no

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Al termine del nostro lavoro di analisi del fenomeno dell’e-cigarette, nel quale abbiamo interpellato da una parte specialisti dell’ambito medico-scientifico, per capire se e quanto il fumo elettronico faccia male e quali siano le implicazioni psicologiche legate alla sua diffusione, e dall’altra il mondo della produzione e della distribuzione di questo dispositivo per comprenderne appieno il funzionamento e le dimensioni del successo commerciale (che ha contagiato anche superstar del calibro di Carla Bruni, come vedete nella foto), può essere utile riassumere schematicamente ciò che è emerso. Un elenco sintetico di “pro” e “contro” da utilizzare come vademecum di base ma da ampliare, trattandosi di un argomento complesso e in costante divenire, consultando gli articoli del nostro speciale.

Sigaretta elettronica: perché sì

– Il funzionamento dell’e-cigarette non prevede l’inalazione dei prodotti cancerogeni derivanti dal processo di combustione che nella sigaretta elettronica non è previsto;

– È possibile “caricare” la sigaretta elettronica anche con liquidi privi di nicotina, escludendo anche la sostanza responsabile della dipendenza;

– Pur non potendo essere considerata, allo stato attuale della conoscenza scientifica, un metodo per smettere di fumare, è ragionevole ritenere che l’e-cigarette possa essere inserita in un più ampio programma di disuassefazione basato su terapie riconosciute e svolto sotto controllo medico;

– il costo complessivo dell’uso della sigaretta elettronica, quantificato in circa 350 euro all’anno, è significativamente più basso di quello delle “bionde” tradizionali.

Sigaretta elettronica: perché no

Non esistono studi scientifici completi e imparziali riguardanti l’e-cigarette. Perciò non si può sostenere in alcun modo né che sia completamente innocua né che costituisca un modo efficace per smettere col vizio (non è equiparabile a sostituti nicotinici farmacologici come cerotti o gomme da masticare);

– Per quanto riguarda la versione contenente nicotina, l’assunzione di tale sostanza può comportare il mantenimento della dipendenza;

– La diffusa percezione di una minore pericolosità di questo prodotto (non supportata da adeguati fondamenti scientifici) può portare a fenomeni negativi come il sovradosaggio o la creazione di un nuovo strumento con cui alcune categorie di persone, soprattutto i più giovani, possono cadere nella dipendenza;

– A causa della mancanza di un quadro legislativo organico, di una standardizzazione dei processi di produzione e col diffondersi di un mercato sotterraneo e clandestino esiste una percentuale d’incertezza sulla reale composizione del prodotto che acquistiamo.

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