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Far rinascere le colture del passato: una giovane coppia ha puntato tutto sullo zafferano

L'Italia ogni hanno importa ventimila chili di zafferano e ne produce solo tra i cinquecento e i seicento. Per questa ragione Enrica e Paolo hanno deciso di investire su questa antica tradizione agricola. Per riuscirci hanno lasciato la vita di città e superato molte difficoltà ma ora sostengono che la loro vita sia migliore

Far rinascere le colture del passato: una giovane coppia ha puntato tutto sullo zafferano
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RECUPERARE TRADIZIONI AGRICOLE –

Recuperare antiche tradizioni, dalla cucina all’artigianato passando per l’attività agricola, è il primo modo per Non sprecare. E anzi, per dare valore alla storia, magari modernizzando quello che di buono abbiamo fatto in passato, declinandolo verso il futuro e il cambiamento. Come hanno fatto Enrica Gherpelli e Alessandro Piana, che da Genova si sono trasferiti a Cremolino, un piccolo paese piemontese di poco più di mille abitanti, recuperando metodi e modelli della produzione di zafferano, che qui risale addirittura al Seicento.

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GIOVANI CHE SI DANNO ALL’AGRICOLTURA –

La loro migrazione verso il Piemonte è stata una vera e propria scelta di vita, animata dalla convinzione che la terra potrà garantirgli la protezione che la generazione dei loro genitori ha ottenuto dai datori di lavoro. Idealisti nel profondo dell’anima, nonostante le difficoltà per avviare la loro attività, sono convinti che la qualità della loro vita abbia fatto un balzo in avanti anche se qualche volta hanno dovuto adattarsi a tenori di vita più modesti. Avviare “La Rienca”, è così che hanno voluto chiamare la loro azienda donandogli l’anima (si tratta, infatti, dell’anagramma del nome Enrica), non è stata assolutamente facile: a causa dei ritardi di alcuni fornitori nella consegna dei macchinari, sono stati costretti a partire con 18 mesi di ritardo e i terreni su cui è costruita l’azienda sono stati usati come garanzia del loro prestito bancario, insieme alle case di alcuni familiari. Oggi però l’attività sta per ingranare e all’interno di una serra di cinquecento metri quadri ospiteranno una coltivazione aeroponica di zafferano, ossia senza terra e nebulizzando le sostanze nutritive.

RECUPERARE TRADIZIONI AGRICOLE2

COLTIVARE LO ZAFFERANO –

La scelta di puntare proprio su questa pianta è strategica: “Non siamo venuti qui per rilassarci e osservare la natura – hanno dichiarato in una recente intervista – vogliamo anche una fonte di reddito”. E questa fonte l’hanno trovata nello zafferano: ogni anno l’Italia ne importa ventimila chili e ne produce solo tra i cinquecento e i seicento. Inoltre secondo un sondaggio Nielsen del 2016, il 71 per cento degli italiani preferisce prodotti nazionali, e tra il 2010 e il 2015 la domanda di cibo biologico nel nostro Paese è cresciuta esponenzialmente, a un ritmo del 12,3 per cento all’anno. Tutti elementi che depongono in favore dell’impresa di Enrica e Alessandro che tra colline del Monferrato, oltre le quali ci sono le Alpi Cozie e Pennine, ci sono trasferiti con i loro due bambini, che cresceranno in un ambiente sano, circondati da una mare di fiori viola, quelli dello zafferano.

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