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Leucemia nei bambini: a Monza si sconfigge con un ospedale modello

Spazi ampi e stanze singole con richiami all’ambiente: il bosco, la barriera corallina e le montagne delle Dolomiti. L’area della ricerca a stretto contatto con quella della cura. Risultato: qui l’80 per cento dei bambini malati di leucemia guariscono.

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OSPEDALE LEUCEMIA MONZA –

Per nostra fortuna in Italia non esiste solo la malasanità. Ma abbiamo anche dei poli di eccellenza, con risultati strabilianti dal punto di vista della ricerca e della cura di malattie molto complicate. È il caso del nuovo centro Maria Letizia Verga per la cura e lo studio della leucemia dei bambini, appena inaugurato a Monza, in Brianza. Con un efficace connubio tra pubblico e privato: un ente privato, la Fondazione Monza e Brianza per il bambino e per la sua mamma gestisce il centro con un accordo con la regione, in piena autonomia.

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IL CENTRO DI ECCELLENZA PER LA CURA DELLA LEUCEMIA DEI BAMBINI –

Il centro funziona innanzitutto grazie a un’ottima integrazione tra ricerca, cura e degenza. Anche dal punto di vista degli spazi. Il piano interrato, infatti, ospita cinquanta dipendenti tra ricercatori, tecnici e biologici: una squadra, diretta da Andrea Biondi, capace di sfornare già 400 pubblicazione su questa malattia. Poi c’è il Day Hospital e le aree per i trapianti, dove i risultati dei ricercatori arrivano in tempo reale, dando la possibilità ai medici di aggiornare continuamente le terapie.

IL CENTRO MARIA LETIZIA VERGA –

Le stanze sono singole, di colori forti e densi, come il blu dell’intero fabbricato. Le pareti sono colorate con disegni a tema, che richiamano l’ambiente e il verde: dai boschi alla barriera corallina fino alla montagna dolomitica. A pochi passi dal centro, infine la Cascina Vallera, dove vengono ospitate le famiglie dei bambini, che così possono stare vicino ai piccoli pazienti senza disagi. Il risultato di questa straordinaria chimica di organizzazione, professionalità, e zero sprechi, è che l’80 per cento dei bambini, dei 1.800 finora curati, guariscono. E non si tratta di un miracolo.

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