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Lavoro in agricoltura, il governo mette sul tavolo 160 milioni di euro

Sono fondi nazionali ed europei per mutui, prestiti e finanziamenti agevolati o a fondo perduto. Aumentano le iscrizioni negli istituti professionali di agraria. Ma adesso bisogna sbloccare i terreni confiscati alla mafia.

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INCENTIVI AGRICOLTURA GIOVANI 2016 –

Finalmente il governo Renzi sembra avere capito che, per rilanciare l’occupazione, bisogna puntare anche sulla riscoperta del lavoro agricolo. Un obiettivo sul quale questo sito insiste da sempre, raccontando le nuove opportunità e anche i nuovi mestieri.

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FONDI IMPRENDITORIA GIOVANILE AGRICOLTURA –

Il ministro Maurizio Martina ha fatto sapere che sono disponibili, per incentivi, prestiti, mutui a tassi agevolati e anche contributi a fondo perduto, ben 160 milioni di euro, tra fondi nazionali e la dotazione europea della Bei. Bene. Sono fondi preziosi, che non vanno sprecati, e devono assecondare e accompagnare la crescita del lavoro in questo settore. Laddove nel 2015 l’agricoltura, in controtendenza con gli altri settori economici, ha registrato un aumento dei posti pari a 35mila unità , delle quali circa 20mila riguardano giovani under 30.

CONTRIBUTI FONDO PERDUTO AGRICOLTURA –

Quando parliamo di lavoro nei campi, non pensiamo a nulla di bucolico. Piuttosto facciamo riferimento a un’agricoltura moderna, che sfrutti al massimo i canali di vendita sul web, attraverso la Rete dell’e-commerce, e punti sulla fascia alta dei prodotti, dove l’Italia è molto competitiva. E pensiamo all’enogastronomia, agli agriturismo, a quelle formule che mescolano produzione agricola, turismo, fitness, beni culturali. Qui c’è futuro, qui c’è lavoro. E lo confermano anche i dati sull’aumento delle iscrizioni nelle scuole professionali legate all’agricoltura (+ 44 per cento nell’ultimo anno) e nelle facoltà di Agraria.

ASSEGNAZIONE TERRE CONFISCATE ALLE MAFIE –

C’è anche un passo in più da aggiungere ai soldi sul tavolo. Bisogna sbloccare le terre confiscate ai mafiosi, che spesso marciscono nella burocrazia dell’antimafia, renderle disponibili, a prezzi competitivi, per i giovani che vogliono iniziare questa attività. Si potrebbe così da un lato evitare lo spreco di questo patrimonio e dall’altro, dare un’ulteriore opportunità ai giovani.

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