Viaggi in carrozzina - Non Sprecare
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Pamela, a 43 anni gira il mondo in carrozzina. Con coraggio, spirito di iniziativa e un pizzico di adrenalina

Paraplegica da 22 anni a causa di un terribile incidente, ha deciso di seguire la sua passione per i viaggi. E così, oggi, gira il mondo recensendo tour operator , strutture e alberghi a prova di sedia a rotelle. Dimostrando, così, che i sogni sono più forti delle barriere

Viaggiare abbatte le barriere. Quelle che abbiamo dentro, sotto forma di pregiudizio e stereotipi, ma anche, di sicuro, quelle che ci limitano, ci frenano. Paure, ansie, incertezze. A volte, viaggiare significa anche questo: mettersi alla prova, riprendersi la vita in mano dopo un risveglio terribile in una stanza di ospedale. 

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VIAGGI IN CARROZZINA

Come è successo a Pamela Cazzaniga, 43enne di di Valmadrera in provincia di Lecco, che, all’età di 21 anni, dopo un terribile incidente, ha ricevuto una di quelle notizie che rischiano di spezzare a metà: paraplegia, la paralisi degli arti inferiori che costringe a utilizzare una carrozzina per la mobilità. 

Pochi secondi bastano a cambiare una vita intera: piano piano Pamela deve riprendere tutto in mano, dal suo lavoro alla passione per i viaggi, che fino a quel giorno non aveva mai seguito troppo, eccezion fatta per un viaggio a Ibiza all’insegna del divertimento. 

Eventi del genere segnano anche il modo di pensare a se stessi, alla relatività delle cose, quindi Pamela decide che non è più tempo di aspettare. Viaggiare in carrozzina significa abbattere anche barriere architettoniche, logistiche, difficoltà di ogni tipo, richiede coraggio e grande determinazione. 

Quella che la “nuova” Pamela ha trovato dopo nove mesi tra riabilitazione, fisioterapia e analisi, che la hanno aiutata a ritrovare il sorriso e l’ottimismo. 

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COME VIAGGIARE IN CARROZZINA

E così, la ragazzina che sognava guardando il mappamondo, si mette lo zaino in spalla e comincia, invece, ad attraversarlo. Inizia con una vacanza a Santo Domingo, per riacciuffare l’estate persa dopo l’incidente. Ma non è ancora abbastanza. 

Sceglie prima mete assolutamente friendly per le persone con disabilità, in una parola accessibili: Londra, Stoccolma, Berlino, New York. Poi vira su destinazioni sempre più esotiche e avventurose, come la Thailandia, l’India, la Nuova Zelanda. I paesi visitati sono 56,  Pamela Cazzaniga li ha contati. Anche se, ammette candidamente, le manca ancora una bella fetta di mondo: l’Asia, l’Africa, pezzi di Sudamerica e di Medio Oriente. 

Di ogni luogo che visita Pamela valuta l’accessibilità e la possibilità di viaggiare per le persone con disabilità motorie importanti, e, proprio come una provetta travel blogger, ha aperto uno spazio virtuale che è diventato piano piano una realtà editoriale di riferimento per i viaggi in carrozzina. A lei si rivolgono aziende attente all’inclusività, tour operator, alberghi e strutture, semplici viaggiatori e viaggiatrici che le chiedono recensioni e consigli. Da 5 anni è il suo nuovo lavoro, il tester dell’accessibilità delle mete di viaggio. Dopo qualche passaggio in radio, in TV e una rubrica sui giornali, il salto: la richiesta di Go4all, brand specializzato in viaggi inclusivi.

viaggi in carrozzina

Pamela durante la sua esperienza con il paracadute

BLOG IL MONDO DI PAMELA

Perché la rinascita o è totale o non è. Per questo Pamela Cazzaniga ogni giorno cercando aggiungere un tassello, un metaforico gradino da scalare, un nuovo obiettivo, e le soddisfazioni non mancano: in agosto accompagnerà, da guida turistica,  due gruppi di persone disabili. Il primo a New York, il secondo in India, due destinazioni che conosce molto bene. L’intento è incoraggiare al movimento, ai viaggi, agli spostamenti, a non rassegnarsi. Anche in sedia a rotelle le emozioni dei viaggi e l’adrenalina non possono e non devono mancare, e la prova vivente è proprio Pamela, che, in carrozzina ci ha fatto persino paracadutismo

(Immagine in evidenza e foto a corredo del testo tratte dal blog Il Mondo di Pamela)

VIVERE SENZA BARRIERE:

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