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Telefonate addio, si comunica per sms

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Il telefono come la macchina per scrivere, un oggetto in via di estinzione. A lanciare l’allarme è uno studio di Nielsen Media, secondo il quale, negli ultimi cinque anni, gli americani, adulti e teenager, hanno abbandonato l’uso dei telefoni fissi e cellulari, aumentando vertiginosamente l’uso della messaggistica. Secondo l’autorevole società di ricerca nel giro di tre anni gli sms sorpasseranno le conversazioni telefoniche, ormai ‘obsolete’. Oggi, precisa Nielsen, non solo la gente chiama di meno, ma ha anche ridotto drasticamente la durata delle telefonate. Il tempo medio di una conversazione al cellulare è sceso dai 2.38 minuti del 1993 agli 1.81 minuti del 2009. Tra il 2005 e il 2009, il numero dei messaggi di testo è aumentato di circa il 2000 per cento.

NUOVA ERA DIGITALE – “Il mio telefono non squilla ormai più”, scrive sul New York Times Pamela Paul, “tanto che quando ciò avviene, penso subito che sia successo qualcosa di grave a un membro della mia famiglia”. Fino a qualche anno fa il bon ton anglosassone – e non solo anglosassone – vietava di telefonare dopo le dieci di sera. “La nuova regola è: non chiamare affatto”, teorizza la Paul. Nella nuova era digitale che ha ridotto al minimo i contatti interpersonali, telefonare è considerato ‘maleducazione’. “Il telefono ha la rude propensione ad interromperti”, spiega Judith Martin nella sua rubrica Miss Manners sul Washington Post (dedicata al Galateo) che consiglia di preannunciare qualsiasi telefonata con una email di cortesia.

DISUMANIZZANTE – Persino negli uffici, ormai cubicoli dove le segretarie sono in via d’estinzione, i telefoni hanno smesso di squillare. Gli unici a sfidare il nuovo, imperante trend sono i ‘baby boomers’ tra i 55 e i 65 anni. “La nostra società continua il suo processo di disumanizzazione”, punta il dito uno di loro sul sito del New York Times, notando come “servono cinque email per rispondere a una domanda che al telefono richiederebbe mezzo minuto”. Deborah Tanner, 65enne Docente di Linguistica alla prestigiosa Georgetown University, è convinta che anche gli sms, prima o poi, faranno la stessa fine del telefono. “Una recente vignetta del New Yorker cattura perfettamente la filosofia della mia generazione su questo tema”, racconta. “Il cartoon mostra due pensionati seduti al bar. Un tempo telefonavo alla gente, dice uno di loro, poi sono passato alle email e più tardi agli sms. Adesso mi limito a ignorare tutti”.

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