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Pane sprecato, la metà di quello dei supermercati diventa immondizia. L’Antritrust apre un’indagine: panificatori vessati. La soluzione sarebbe semplice….

Ogni giorno in Italia si sprecano 13mila quintali di pane. I produttori sono costretti a ritirare, il giorno dopo, il pane avanzato in tutti i supermercati. Per poi buttarlo. E allora perché non donarlo con un gioco di squadra?

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SPRECO DI PANE

Partiamo da un dato: lo spreco di pane è insopportabile. E sotto certi punti di vista, considerando la tipologia di questo prodotto, davvero inspiegabile. Nonostante questo, è uno degli sprechi alimentari più importanti sul piano quantitativo: ogni giorno, secondo le stime più attendibili, finiscono nella spazzatura 13mila quintali di pane. Immondizia. Tutta la filiera, dal produttore allo stesso consumatore, ha qualche responsabilità, e tutti i punti vendita, dal dettaglio al supermercato, partecipano alla fiera dello spreco. Ma l’epicentro più sensibile del fenomeno è la rete della grande distribuzione, dove il pane sprecato tocca livelli fino al 50 per cento. Ovviamente, qui sono diverse anche le quantità dei rifornimenti.

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RITIRO PANE INVENDUTO NEI SUPERMERCATI

Sulla base di questi punti di partenza e di una denuncia dell’Associazione dei panificatori, che aderiscono a Confcommercio, si è mossa l’Autorità di garanzia della Concorrenza e del Mercato che ha aperto un’indagine nei confronti di sei importanti gruppi della Grande Distribuzione (Coop Italia, Conad, Esselunga, Eurospin, Auchan e Carrefour). L’accusa principale, che ricalca la denuncia dei panificatori, è nei rapporti di forza tra compratore e venditore. Le aziende che producono il pane sarebbero “vessate” dai gruppi della grande distribuzione, e il finale di questo perverso meccanismo è doppiamente grave. Il pane si spreca e l’immondizia da smaltire aumenta.

FORNAI CONTRO SUPERMERCATI

I panificatori sostengono di avere le mani legate. Gli ordini sono fatti dai vari punti vendita, cioè dai singoli supermercati, e la mattina dopo sono i panificatori che devono occuparsi di ritirare il pane invenduto e buttarlo. Le catene della grande distribuzione fanno semplicemente un calcolo aritmetico, e scalano nei loro estratti conto il costo del pane che hanno reso. «Siamo in presenza di una follia, che sta letteralmente massacrando un settore di qualità e di alto artigianato, come i panificatori italiani» afferma Claudio Conti, presidente della categoria. E aggiunge: «Molte imprese sono fallite, altri devono affittare piccoli capannoni per conservare il pane da smaltire, e tutte soffrono per il ricatto della grande distribuzione. Abbiamo anche chiesto di fare insieme un’attività per donare il pane in eccedenza, ma la risposta è stata sempre negativa…». Dal canto loro, le aziende della grande distribuzione dicono che gli ordini sono decisi dai panificatori e sottolineano che sarebbe da folli, eppure avviene, fare forniture di pane così eccessive, mandando nella spazzatura la metà dell’ordine.

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RESO DEL PANE INVENDUTO

Comunque stiano le cose, e l’Autorità di garanzia dovrebbe accertarle rapidamente, resta lo scandalo che va comunque superato. A beneficio di tutti.  Se si riuscisse a fare un minimo di gioco di squadra, la soluzione sarebbe semplice: il pane in eccedenza va comunque regalato al circuito del volontariato, per le mense dei poveri e per le varie attività di assistenza che svolgono. Loro ne hanno un enorme bisogno. Possibile mai che i colossi della grande distribuzione, dove spesso ci sono singole iniziative per il recupero del cibo altrimenti sprecato, non possano contribuire, con un gesto di liberalità, a un’iniziativa del genere? E gli stessi panificatori, si rendono conto che ne potrebbero guadagnare in soldi e in immagine? Lo spreco talvolta è figlio solo di cattive abitudini mai rimosse, che rasentano la stupidità. E lo spreco del pane ha delle caratteristiche di questo genere.

RICETTE CON GLI AVANZI DI PANE: