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Spreco di cibo: l’Unione presenta un programma per dimezzarlo entro il 2030

Il nuovo pacchetto di misure per l’«economia circolare» varato dalla Commissione Europea per “reinventare l’economia europea” all’insegna di un modello di “economia circolare” .

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SPRECO ALIMENTARE IN EUROPA –

Dimezzare, entro il 2030, i circa 100milioni di tonnellate di alimenti che, ogni anno, in Europa, finiscono nella spazzatura: questo l’obiettivo della Commissione Europea e uno dei progetti previsti nel nuovo pacchetto di nuove misure per l’«economia circolare» varato il 2 dicembre, per “reinventare l’economia europea” all’insegna di un modello di “economia circolare” basato sul recupero, il riciclo e la condivisione.

La Commissione, in particolare, si sofferma sulla necessità di armonizzare gli indicatori per il calcolo degli sprechi e riformare le norme riguardanti l’indicazione della scadenza in etichetta.

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IL PROGRAMMA DELLA COMMISSIONE EUROPEA –

La Commissione Europea aveva già presentato un piano per un uso più efficiente delle risorse nel 2014, un piano poi ritirato a favore di nuove misure in cui vi sono obiettivi più bassi ma più realisticamente realizzabili come sottolineato dal primo vicepresidente Frans Timmermans, responsabile per lo Sviluppo sostenibile.

RIDUZIONE RIFIUTI –

Per quanto riguarda i rifiuti urbani, l’obiettivo di riciclo al 2030, fissato inizialmente al 70 per cento, passa ora al 65 per cento. Per gli imballaggi si passa dall’80 per cento al 75 per cento. Riguardo lo smaltimento dei rifiuti in discarica la Commissione prevede un massimo del 10 per cento entro il 2030 per tutti i rifiuti ad esclusione di quelli della raccolta differenziata. In precedenza si era previsto un 5 per cento e il divieto di conferimento di materiali riciclabili o compostabili.

IL PIANO UE PER L’ECONOMIA CIRCOLARE –

Un piano che sarà “molto più stringente” e misure dalle quali l’Ue attende una riduzione delle emissioni di gas serra di ben 500milioni di tonnellate fino al 2035 e la creazione di almeno 580mila nuovi posti di lavoro, circa 20mila in Italia, un risultato ottenibile attraverso il risparmio che otterranno le imprese riguardo l’utilizzo di materie prime ed energia e l’espansione dei settori del riciclo e del recupero degli scarti.

Previste anche misure specifiche contro l’obsolescenza programmata dei prodotti elettronici, il riciclo delle materie plastiche, la riduzione dei rifiuti marini e gli incentivi per le imprese che scelgono di adottare nuovi processi di produzione.

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