Sprechi alimentari nei ristoranti: l'iniziativa del governo cinese per combatterli - Non sprecare
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Il ristorante più grande e più sprecone del mondo. Anche in Cina parte la lotta agli sprechi del cibo

Ha coperti per 5mila persone e tavoli lunghi, complessivamente, come otto campi di calcio. I cinesi sprecano 30 miliardi di euro di prodotti alimentari: sfamerebbero 200 milioni di poveri. E il governo scende in campo.

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SPRECHI ALIMENTARI NEI RISTORANTI: IL CASO DI XIHULOU IN CINA –

È il ristorante più grande del mondo, ma anche il più sprecone. Mille dipendenti (tra i quali 300 chef), tavoli che si allungano per una superficie pari a otto campi di calcio, 5mila posti a sede per pranzo e cena: il ristorante Xihulou (letteralmente: Palazzo del lago), alle porte di Changsha, capoluogo della provincia centrale dello Hunan, è un vero gigante mondiale della ristorazione con il neo, però, di contribuire all’enorme spreco di cibo in Cina. Il locale è stato creato da Qin Lingzhi, una donna che ha costruito la sua fortuna dopo essere stata abbandonata dal marito, oggi milionaria con in tasca la tessera del partito comunista.

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LOTTA AGLI SPRECHI ALIMENTARI IN CINA –

Qin è entrata nel mirino del governo cinese che sta iniziando a contrastare gli enormi sprechi alimentari: secondo i calcoli dell’università di Pechino in Cina finiscono nella spazzatura, ogni anno, prodotti alimentari pari a 200 miliardi di yuan (quasi 30 miliardi di euro). Basterebbero a sfamare 200 milioni di poveri.  Da qui la decisione del governo di mettere manifesti contro lo spreco del cibo all’ingresso dei ristoranti come quelli della signora Qin, utilizzare piatti più piccoli per le porzioni, e scrivere sul menù quantità e peso degli ingredienti. Inoltre il governo ha deciso di tagliare il budget degli interminabili e costosissimi banchetti ufficiali così cari alla nomenclatura del partito e alle famiglie dei boss comunisti. Il presidente Xi Jinping, durante questa campagna, si è fatto anche fotografare in fila in un fast-food mentre si serve un piatto di baozi, i ravioli ripieni di carne di maiale. E paga un conto di 3 euro, senza lasciare nulla nel piatto. Al contrario della sciagurata regola del bon ton in salsa mandarina in base alla quale non bisogna finire tutto ciò che abbiamo in un piatto per non umiliare il padrone di casa per non avere preparato più cibo.

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