Gli avanzi del melograno, innanzitutto la buccia, i semi e le foglie, utilizzati per ricavare molecole bioattive, utili per prevenire il cancro.
Il progetto NewTriPome dell’ENEA, va avanti da qualche anno con questi punti-chiave:
- usare scarti agricoli e industriali del melograno (bucce, membrane, foglie, radici)
- per estrarre biomolecole bioattive
- con potenziali effetti antinfiammatori, antiossidanti e anche antitumorali
È un approccio di economia circolare: trasformare rifiuti in composti utili per salute e nutraceutica.
I ricercatori stanno isolando i composti attivi dagli scarti e usando anche modelli computazionali (supercomputer CRESCO) per capire quali sono più promettenti, sapendo che il melograno contiene composti già noti per effetti antitumorali in vitro
Ancora nella fase preclinica, da laboratorio, la ricerca punta a individuare queste molecole per poi trasformarle in prodotti che possono essere utilizzati non per specifiche terapie antitumorali, ma in chiave preventiva.
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