Sanatoria edilizia, l'arte dei maestri politici siciliani - Non sprecare
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Condoni edilizi, l’arte dei maestri politici siciliani. Così inventano un’ennesima sanatoria

Nuovo condono sull'isola, agganciato a una legge nazionale del 2003. Presentato come una riforma edilizia è una vera sanatoria. Che salva innanzitutto migliaia di demolizioni

I maestri del condono edilizio all’italiana sono in Sicilia. Dagli anni Ottanta, quando ci fu la prima legge che metteva una pietra tombale sull’abusivismo con la firma del ministro socialdemocratico Franco Nicolazzi, in Italia si sono moltiplicate le sanatorie, sinonimo di condoni, uno dei peggiori sprechi del Paese con l’evasione fiscale e la corruzione. Tutti fenomeni riconducibili alla stessa matrice: l’illegalità diffusa, coperta dallo scudo della politica.

SANATORIA EDILIZIA

Dicevamo dei pirotecnici e creativi siciliani. Dove sta la loro grande abilità? Come fanno a inventare sempre qualcosa di nuovo in un campo dove, a parole, tutti dicono di non voler più mettere mano? Innanzitutto hanno le mani libere. Protetti dall’autonomia regionale, giocano sue due tavoli: quando una legge nazionale fa comodo, la interpretano e la declinano anche in chiave locale. Moltiplicandone gli effetti.

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SANATORIA EDILIZIA SICILIA

L’ultima sanatoria è stata confezionata a tavolino proprio con questo metodo scientifico. La legge alla quale aggrapparsi è una sanatoria del governo Berlusconi che risale, nientemeno, al lontano 2013. Più di 15 anni fa! Per le amministrazioni dell’isola, di centrodestra e di centrosinistra, quella legge è come una porta sempre aperta, basta trovare un modo per infilarsi dentro  il gioco è fatto.

E qui scatta il secondo colpo d’ingegno. I siciliani, forniti di sangue arabo e di cultura barocca, sono abilissimi nei giochi di prestigio con le parole. Così la Commissione urbanistica regionale ha approvato una “riforma edilizia” agganciata alla legge nazionale del 2003. Norme utili per “snellire le procedure burocratiche”, dare “spazio all’edilizia”, “semplificare” e, udite udite, “proteggere il territorio con scelte politiche davvero green”. Notate la finezza: parole semplici e chiare, come condono e sanatoria, in questa legge non compaiono mai. Non esistono. Eppure il risultato del provvedimento va proprio in quella direzione: chiudere con gli abusi, e renderli regolari.

ABUSIVISMO EDILIZIO SICILIA

Nell’arte siciliana del condono su misura c’è poi sempre un elemento da libro cuore. L’abusivismo per necessità. Il poveraccio che si fa la casetta per dare un tetto alla sua famiglia. La cronica mancanza di case per i giovani. E adesso dal cappello magico dei prestigiatori-politici siciliani è uscita l’ultima emergenza per fare sanatorie: il Covid-19

Per capire gli effetti devastanti dell’ennesimo condono mascherato basta approfondire qualche dettaglio della presunta “riforma edilizia” e il gioco è chiaro. Innanzitutto finiscono nel cestino 6.500 ordinanze di demolizione  già firmate dalle procure siciliane e mai eseguite. Archiviate. Immaginiamo con quale gioia di magistrati e forze dell’ordine che hanno rischiato in proprio per arrivare a provvedimenti drastici contro l’abusivismo edilizio e per difendere la legalità nella zona.

SICILIA SANATORIA

Poi saltano di gioia, con le schede elettorali già pronte in mano, 300mila famiglie siciliane che hanno presentato domande di sanatoria sulla scia della legge del 2003. Le pratiche non erano mai state esaminate in questi 17 anni, erano finite congelate, e adesso possono finalmente chiudersi. A favore degli abusivi, ovviamente. 

Un altro gruppo di abusivi, quelli che hanno commesso i reati tra il 2009 e il 2017, si somma al precedente, e anche per loro si apre la porta della magica sanatoria. Inutile dire che in questa nuova tornata di maxi-condono rientrano anche scempi molto gravi, come gli abusi edilizi fatti entro i 150 dalla costa. Sono vietati da una legge del 1976. E anche quella era stata definita una “riforma edilizia“.

L’ITALIA FUORI LEGGE NON LA FERMA NESSUNO:

 
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