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Rischio tecnologico: a una certa età niente multitasking

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Cristina Gaviraghi

 MILANO – Dopo aver spento 60 candeline, non solo guidare, ma anche attraversare la strada può diventare pericoloso mentre si parla al cellulare. La capacità di svolgere contemporaneamente e con la stessa attenzione due o più attività anche semplici, come passare da un marciapiede all’altro facendo una telefonata, non è la stessa a tutte le età, secondo uno studio pubblicato su Psychology and Aging a opera di un gruppo di ricercatori americani.

LO STUDIO – Mark Neider, ricercatore presso l’Università dell’Illinois, ha coinvolto nella sua ricerca 18 adulti tra i 59  e gli 81 anni e un ugual numero di studenti tra i 18 e 26 anni e ne ha valutato il comportamento in un ambiente virtuale. È stata simulata l’esistenza di una strada, con tutti gli annessi e connessi, che i partecipanti allo studio, camminando su un tapis roulant, dovevano attraversare in tre condizioni diverse: senza distrazioni, ascoltando musica con l’i-Pod o parlando al cellulare. Contrariamente a quanto avveniva tra gli studenti, i più anziani non riuscivano ad attraversare la strada virtuale entro trenta secondi se contemporaneamente stavano conversando al telefonino, mentre le differenze tra giovani e anziani nei tempi impiegati per passare da una parte all’altra della carreggiata erano meno evidenti nelle altre due situazioni. «Inoltre» puntualizza Neider,«le persone più in là con gli anni, quando parlano al telefono, sono più esitanti e, rispetto ai giovani, passano più del doppio del tempo ai bordi della carreggiata prima di decidersi ad attraversarla».

INTERFERENZA COGNITIVA – Sembrerebbe dunque che più l’età avanza e più sia difficile riuscire a svolgere due attività apparentemente semplici nello stesso momento e altrettanto bene. «Camminare per strada è un’azione considerata da tutti automatica» prosegue Neider, «ma se si introducono altre operazioni da compiere contemporaneamente, ecco che possono sorgere delle difficoltà per i più anziani: quello che oggi si chiama multitasking sembra una capacità che più di altre risente dell’invecchiamento». Il ritardo nel decidere quando attraversare la strada da parte degli anziani a prima vista potrebbe essere scambiato per eccessiva cautela, ma in realtà sarebbe dovuto a quello che Neider chiama “interferenza cognitiva”. «Svolgere più azioni contemporaneamente» spiega l’autore dello studio, «nelle persone di una certa età può rallentare la loro capacità di elaborare pensieri e immagini, rendendo difficile per esempio valutare bene la distanza e la velocità con cui sta sopraggiungendo un’automobile».

MULTITASKING E MEMORIA – Per dare una spiegazione a questi fenomeni mettendoli anche in relazione alla memoria a breve termine e facendo luce su ciò che accade a livello di neuroni e cervello, un altro studio condotto da ricercatori dell’Università della California e pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciencesè ricorso alla risonanza magnetica per immagini. Con questa tecnica gli studiosi hanno valutato l’attività delle varie aree cerebrali in 20 ultrasessantenni e in altrettanti venticinquenni mentre il loro ricordo di una scena naturale appena vista veniva interrotto dall’immagine di un volto, per poi ritornare con la memoria alla figura iniziale. Le persone più anziane avevano maggior difficoltà nel mantenere il ricordo della prima rappresentazione. «Quando ai partecipanti allo studio appare il volto» spiega Adam Gazzaley, neurologo del Neuroscience Imaging Center di San Francisco e autore della ricerca, «il cervello abbandona  l’attività del ricordo per concentrarsi sull’elaborazione di ciò che l’ha interrotta. Per tornare all’immagine vista prima dell’interruzione, i neuroni si devono disimpegnare da quest’ultima e tornare alla memoria». Sono proprio questi continui passaggi da alcune aree neuronali attivate ad altre che creano difficoltà agli anziani. «E’ la scarsa capacità di accendere e spegnere un’area funzionale del cervello con sufficiente rapidità secondo la situazione» continua Gazzaley,«che sta alla base dell’effetto negativo del multitasking sulla memoria a breve termine negli anziani». Chi è più in là con gli anni sembrerebbe dunque avere difficoltà nel coniugare attenzione e ricordo e, secondo i ricercatori, riuscirebbe meno, rispetto a un giovane, a ignorare le distrazioni e le informazioni meno importanti.