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Pokemon go, i rischi e le opportunità dei nuovi mostriciattoli virtuali della Nintendo

In America ci sono già 7 milioni e mezzo di utenti della nuova app, tutti registrati in appena una settimana. Un boom incredibile. In Italia intanto aumentano gli incidenti stradali, per colpa di smartphone e cellulari.

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RISCHI POKEMON GO –

Nell’ultima storia che sta scuotendo l’universo del web, il successo planetario di Pokemon go, si racchiude, come in una parabola evangelica, tutto il mistero, affascinante e tragico, del primato della tecnologia. Del suo boom, del suo strapotere, del suo dominio, della valanga di opportunità e di rischi che, in un’unica miscela, accompagnano la sua inarrestabile avanzata.

VANTAGGI POKEMON GO –

In sintesi: in una sola settimana dal lancio, Pokemon go negli Stati Uniti ha raggiunto 7 milioni e mezzo di iscritti, superando in tre giorni gli utenti giornalieri di Twitter. E siamo solo agli inizi. L’app è stata studiata e realizzata su misura per gli smartphone e si basa sulla caccia ai mostriciattoli della Nintendo in luoghi reali. L’utente deve spostarsi fisicamente, guardando nello schermo fino a quando non “inciampa” in un pokemon che deve cercare di catturare. La novità dell’ultima creatura del colosso Nintendo è la fine della sedentarietà, da qui il nome del prodotto, Pokemon go, e l’inizio di una nuova stagione nella vita dei mostriciattoli virtuali. Una stagione nella quale, per cacciare e per catturare un piccolo mostro, bisogna muoversi, alzare le chiappe dal divano di casa, non essere più un giovane di una generazione di “sdraiati” e di rintanati, e bisogna magari conoscere pezzi della propria città e della propria storia. Per esempio: molti dei punti nevralgici del gioco sono in prossimità dei monumenti, e così a Roma cacciando i mostriciattoli puoi scoprire il Colosseo o il Colle Palatino. E nella febbre del movimento abbinato al gioco, è già nata una nuova industria, diciamo una sorta di indotto del Pokemon go. Alcuni bar di Manhattan hanno già triplicato il loro giro d’affari investendo in “aromi” che attirano i mostriciattoli e costringono centinaia di utenti dell’app (ricordiamo che si può scaricare gratuitamente, altro aspetto centrale dell’avanzata del web) a entrare nei locali e consumare. Tutto per catturare le figurine di Nintendo.

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RISCHI REALTÀ AUMENTATA –

Ma accanto a questa pioggia di nuove opportunità, tra le quali bisogna segnalare la possibilità di fare uscire la tecnologia dall’angolo di qualcosa che porta, specie i più giovani, a ridurre relazioni (reali) e movimenti (reali), ci sono poi i rischi. L’associazione degli amici della polizia stradale, per esempio, accanto ad alcune associazioni di consumatori, come il Codacons, lanciano l’allarme, in quanto Pokemon go non farebbe altro che aumentare ulteriormente il rischio di incidenti stradali, e talvolta mortali, dovuti all’uso di smartphone e cellulari. Pochi giorni l’Aci e l’Istat ci hanno comunicato che per la prima volta da alcuni anni, nel 2015 gli incidenti stradali sono aumentati. La causa? L’eccessivo uso di cellulari e smartphone, anche per giocare alla caccia dei mostriciattoli.

RISCHI USO SBAGLIATO DELLA TECNOLOGIA –

Tornando al paradigma di questa storia, alla parabola di stampo evangelico, l’unico succo che possiamo trarre è il seguente: la tecnologia, con i suoi progressi, con le sue seduzioni, con le opportunità che ci regala in uno spazio e in un tempo infinito, non può essere fermata dal rimpianto, dalla nostalgia del mondo in bianco e nero, dalla paura delle controindicazioni che porta come una protesi alle sue meraviglie. Può essere solo governata, e messa al servizio dell’uomo e non del portafoglio punto e a capo, di una crescita e di un progresso più equilibrato e non più compulsivo e più rozzo. La differenza tra il rischio e l’opportunità proprio come nel diabolico e geniale meccanismo di Pokemon go, è tutta qui, nella nostra testa e nel nostro cuore, nel nuovo e vecchio umanesimo di cui abbiamo bisogno come e più del pane. Tocca a noi, e solo a noi, attraverso l’esercizio della massima libertà nella massima responsabilità e con un uso accorto della conoscenza (leggere, leggere, leggere), scegliere la parte giusta del campo.

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